lunedì 5 settembre 2016

VUOI COMPAGNIA?


LOGLINE: In un mondo post apocalittico dove tutto è arido, dal paesaggio al cuore delle persone, solo un ragazzo semplice e bambino riesce ancora a vedere i colori.

SINOSSI: Edward è in viaggio insieme al fratello e due amici per recuperare un oggetto in una base militare. Durante una sosta per la notte, incontra una donna che gli chiede se vuole compagnia. Nella sua ingenuità fraintende le intenzioni della donna… regalandole una magica notte dove l’aiuterà a sentirsi di nuovo una persona viva, capace di vedere i colori che, ormai da tempo, si sono spenti nel loro mondo.

GENERE: Drammatico


RATING: Arancio





  

Stamattina siamo partiti presto, quando mio fratello mi ha svegliato il sole doveva ancora sorgere. Ho provato a dirgli che non potevamo metterci in viaggio senza mangiare, ma lui non mi ha ascoltato e, dandomi uno scappellotto, mi ha spinto verso la macchina.

Viaggiamo spediti e in macchina sono tutti eccitati. Demetri e Alec continuano a parlare di quanto sono stati fortunati ad incontrare un certo Aro e di come la nostra vita cambierà appena riusciremo a dare al nostro benefattore uno strano marchingegno militare.
Li ascolto distratto mentre guardo il paesaggio che sfreccia oltre il finestrino. E’ arido e sempre uguale, ma se si riesce a vedere oltre la polvere e le sterpi ci si può perdere nella sua meraviglia. Il gioco di colori creato dal sole, le colline lontane che si stagliano verso il cielo con le loro morbide curve…
“Aro verrà da noi tra due settimane…” mormora Alec sognando a occhi aperti “E poi il nostro unico problema sarà come spendere tutti quei soldi…” e si accoccola sul sedile con un sorriso ebete in viso.
“Prima dobbiamo riuscire a prendere il marchingegno” gli ricorda mio fratello Emmett.
“Sarà una passeggiata! L’importante è che EJ stia in macchina e non faccia casini” gli risponde Demetri lanciandomi un’occhiata di ammonimento.
Distolgo lo sguardo e, come sempre, mi faccio scivolare addosso la loro scarsa fiducia in me. Secondo loro sono un deficiente e mi accettano solo perché sono amici di mio fratello, ma a me non importa. L’unica cosa che mi interessa è stare con Emmett.
Da quando il mondo è andato a rotoli, lui si prende cura di me, mi protegge e mi insegna a vivere.
Ha provato anche ad insegnarmi a sparare, ma il rumore dello sparo mi spaventa e sbaglio sempre la mira, però sono bravo a nascondermi e a scappare! Sono anche bravo a trovare il cibo nelle case abbandonate. Anche io sono utile a questa compagnia… eppure, chissà perché, devono reputarmi un deficiente solo perché non so sparare o perché reagisco in modo differente da loro…

“Ci fermiamo qui per questa notte!” esclama Demetri parcheggiando la macchina vicino ad un motel… o almeno, a una catapecchia con l’insegna motel spenta e una struttura fatiscente con tante porte sul quale vi è un numero.
“Io vado a prenotare le stanze. Voi cercate del cibo” ci avvisa dirigendosi verso una casupola con il tetto sfondato e una luce lieve che rischiara l’interno.
“Dai vieni!” mi chiama Emmett sorridendomi e ci incamminiamo verso il retro delle stanze.
Svoltiamo l’angolo e troviamo una donna, insieme a una bambina, che sta cucinando su un fornelletto da campeggio appoggiato a terra. Ci propone il cibo che sta cucinando e sorride felice quando paghiamo con dollari americani.
Senza attendere di arrivare nelle stanze, inizio a mangiare gustandomi la bellissima sensazione del cibo che scivola nella mia gola riempiendo il mio povero stomaco. Sorrido con la bocca piena e continuo a mangiare senza preoccuparmi di usare le posate.
“Avevi fame vedo!” esclama Emmett rubandomi la crocchetta che stavo portandomi alla bocca. Lo ammonisco con lo sguardo, ma lui non si spaventa ed inizia a ridere continuando a rubarmi il cibo.
Adoro mio fratello. E’ la mia unica famiglia e con lui posso essere completamente me stesso.
Non devo fingere di essere un duro, di non provare dolore nel vedere qualcuno morire e non devo trattenere le lacrime quando la malinconia mi assale.
Scherziamo come quando eravamo bambini, come quando il mondo era ancora un bel posto in cui vivere e ci guardiamo le spalle come abbiamo promesso ai nostri genitori.
Arriviamo dagli altri che ci attendono alla macchina e li seguiamo nelle stanze. Ne hanno prese due: una per me e mio fratello ed una per loro.
Emmett scuote la testa, ma io gli do una pacca sulla spalla per rassicurarlo. Non mi importa cosa i suoi amici pensano di me.
Mangiamo tutti insieme e nessuno parla del motivo per il quale ci siamo messi in viaggio all’alba. Alec prova ad intavolare il discorso, ma Demetri lo fulmina con lo sguardo lanciandomi un’occhiata.
“Tranquilli” esclamo alzando le mani “Vi lascio soli, così potete parlare del piano senza che EJ ascolti… anche se EJ sa tenere il suo posto… perché EJ non è un idiota” e mi avvicino alla porta.
“Non fare lo stupido!” mi riprende Emmett “Ci sei anche tu nel piano. Abbiamo bisogno di te!” e batte la mano sul letto per invitarmi a sedere vicino a lui.
Sorrido orgoglioso alle sue parole e guardo Demetri e Alec nella speranza di aver conferma che la pensino come mio fratello, ma purtroppo non è così. Scuotono il capo mentre guardano il pavimento. L’euforia mi abbandona ed esco sbattendo la porta.
Dovrei allontanarmi, ma la curiosità di sapere perché siamo in viaggio mi fa origliare.
“Non dovevi portarlo con noi!” è l’ennesima volta che sento questa frase di Alec.
“Non lascio mio fratello da solo. Lo sapevate che se volevate me, dovevate prendere anche lui!” mi difende mio fratello.
“Ma è stupido, ritardato… Non riconosce il pericolo nemmeno se glielo indichi… lui vede tutto perfetto… come se il mondo non fosse andato a puttane! Il suo cervello si è fermato a dieci anni fa, quando il mondo era ancora vivibile! Ma non è più così e… o impara a vivere o dobbiamo lasciarlo indietro… non puoi fargli da balia per sempre!” trattengo le lacrime mentre le parole di Demetri mi feriscono per la prima volta.
“Lui sa vivere!”
“Tzè! Certo… con te che gli fai tutto! Lo difendi, gli trovi le donne, il lavoro, un tetto sotto cui dormire… e ti prendi pure le botte per evitare che tocchino il tuo fratellino indifeso!” infierisce Alec.
“Non è indifeso… è speciale!”
“E’ handicappato! Ecco cosa è…”
Decido di non voler più ascoltare e inizio a camminare ripensando a quanto fosse bella la vita di me ed Emmett quando eravamo solo noi. E’ vero, quando c’erano anche mamma e papà era ancor meglio. Adesso è un vero schifo.
Mio fratello non mi fa mancare niente. E’ premuroso, sempre pronto a difendermi, e mi capisce come non è mai riuscito nessuno.
Ma è cambiato da quando abbiamo incontrato i suoi amici. E’ più scontroso e più volte abbiamo litigato perché vuole che io mi comporti come lui. Che spari senza pensarci a chi ci intralcia la strada, che smetta di raccontare aneddoti della nostra vita passata come se importasse a qualcuno, che inizi a comportarmi da duro e capissi che, nel mondo in cui viviamo, i sentimenti che provo, per chiunque incontri, sono pericolosi. Devo imparare ad essere arido come il paesaggio che ci circonda.
Non era così un tempo, anzi, era il primo a spronarmi a non cambiare, a continuare a vedere il colore anche dove è ben nascosto, a raccontare della nostra vecchia vita per non perdere la poca speranza che ci rimane, per ricordare che un mondo migliore esiste, bisogna solo avere la forza e la pazienza di aspettare.
Mi sento solo adesso, dall’arrivo di Demetri e Alec, mi sento solo come non mi sono mai sentito.
“Vuoi compagnia?” mi chiede una ragazza come se mi avesse letto nel pensiero.
“Prima o poi Demetri e Alec se ne andranno!” le rispondo sorridendole e grato per la sua premura.
“Non vedo nessuno…” esclama guardandosi intorno per cercare gli amici di mio fratello
“Infatti sono solo”
“Vuoi compagnia?” mi richiede sorridendomi mentre alza leggermente la gonna che le copre un poco le gambe.
“Volentieri… mi sento solo” le rispondo avvicinandomi. “Sono EJ” mi presento allungando la mano. Lei la osserva come se non avesse mai visto la mano di un essere umano e, dopo averla osservata per alcuni secondi, la stringe scuotendo il capo.
“Vieni, la mia stanza è solo qui dietro” si volta senza attendermi e si incammina verso una porta aperta, a pochi metri da noi.
“Non mi hai detto come ti chiami” le faccio notare affrettando il passo per raggiungerla.
“Non credo sia importante” risponde amara tenendo gli occhi bassi.
“Io ti ho detto il mio nome… mi chiamo EJ” le ricordo sorridendole.
“Puoi chiamarmi come vuoi” mormora affrettando maggiormente il passo, ma io ho le gambe lunghe e riesco a non farmi distanziare.
“Hai un’amn… un’amn… quella malattia che fa dimenticare le cose e non ti ricordi come ti chiami?” le chiedo preoccupato. Ho sentito parlare di quella malattia ed è veramente brutta. Da quello che mi ha spiegato Emmett succede dopo un forte choc o una brutta botta in testa “Qualcuno ti ha picchiato?” le chiedo sentendo una strana rabbia assalirmi “O…”
“Non ho nessuna amnesia” mi risponde fermandosi di colpo ed io le sbatto contro preso alla sprovvista. “E’ solo che sono così tanti anni che nessuno me lo chiede che mi sembra strano doverlo pronunciare”
Le accarezzo il viso dolcemente per togliere la tristezza che irradia facendomi male. E’ così bella, con occhi color cioccolato e lunghi capelli castani che le incorniciano il viso a cuore. E’ giovane, ha la pelle delicata e così pallida da sembrare di porcellana. Anche il suo sorriso deve essere bello…
“Come ti chiami? Io mi chiamo EJ” riprovo continuando ad accarezzarla.
“Isabella” sussurra in imbarazzo prima di voltarsi velocemente e ricominciare a camminare verso la stanza.
“Bel nome… il mio, se devo essere sincero, è Edward Anthony Masen Junior, ma è troppo lungo e preferisco che mi chiamino EJ… posso chiamarti Bella?” le chiedo mentre entro nella stanza.
Lei mi guarda come se avessi tre teste.
“Scusa. Non volevo dire che il tuo nome è lungo” provo a rimediare massaggiandomi la base del collo “Se non vuoi fa niente, ti chiamo Isabella, ma tu chiamami EJ, Edward non mi piace” le spiego facendo una smorfia.
“Va bene EJ” sbuffa chiudendo la porta che avevo lasciato aperta “chiamami come vuoi” e si avvicina ad un letto matrimoniale, l’unico arredamento dell’intera stanza.
“Sei qui di passaggio?” le chiedo accomodandomi anch’io sul letto.
“Magari” risponde ironica mentre si sfila la maglia senza pudore.
“Hai preso caldo?” le chiedo imbarazzato nel vedere il suo seno nudo che svetta a pochi centimetri da me.
“No” scoppia a ridere “Tu hai freddo?” mi chiede guardandomi la t-shirt.
“Sto bene” e mi stringo nelle spalle cercando di non guardarla.
“Sei proprio strano” esclama avvicinandosi maggiormente.
“Lo dicono in tanti, ma mio fratello dice che sono speciale. Che gli altri non vedono il vero EJ… ma solo l’EJ strano… ma io non sono strano” vorrei continuare a spiegarle perché non sono strano, ma mi blocco quando mi toglie la maglietta e mi appoggia le mani sulle spalle invitandomi a coricarmi.
“Anche tu sei strana” Lei si ferma e mi guarda con un sopracciglio alzato. “Mi hai chiesto se volevo compagnia e non parli…. Hai caldo e mi togli la maglietta” le faccio notare.
“Sei mai stato con una donna?” mi chiede con voce sensuale facendomi ricoprire di brividi. Già il mio amichetto nei pantaloni è sull’attenti dal momento in cui si è tolta la maglietta, se parla ancora in questo modo credo che potrei morire per autocombustione.
Annuisco soltanto, deglutendo, dato che inizia a sfiorarmi il torace con la punta delle dita.
“Non hai ferite da arma da fuoco…” nota continuando a solleticarmi la pelle.
Nego senza riuscire a smettere di guardarla negli occhi “Neanche tu” rispondo appena riesco ad avere un po’ di salivazione.
Lei sorride e lentamente si avvicina al mio viso. Vorrei ritrarmi, perché non credo di riuscire a resistere ancora a lungo. La sua pelle che sfiora la mia è qualcosa di indescrivibile. Il mio amichetto continua a pulsare nei pantaloni come per ricordarmi della sua esistenza. Mi ricordo di lui, come potrei dimenticarmene, ma non posso dargli soddisfazione davanti ad Isabella!
Lei è stata gentile con me, ha capito che mi sentivo solo e si è offerta di farmi compagnia. Nel mondo in cui viviamo adesso, la gentilezza è una cosa rara.
A differenza di prima sul vialetto, Bella non riesce a leggermi nel pensiero e mi bacia la mandibola scendendo delicatamente sul collo, mentre con le mani lascia scie infuocate sulla pelle dei miei fianchi.
Se una donna ti si avvinghia addosso, tu non puoi tirarti indietro!
Le parole di mio fratello mi danno la spinta che cercavo e, prendendole delicatamente il viso tra le mani, unisco le mie labbra alle sue.
Una scossa mai provata mi attraversa il corpo e penso che anche Bella l’abbia sentita, perché risponde al bacio solo dopo alcuni secondi.
Quando anche le sue labbra iniziano ad accarezzare le mie, il mondo intorno a noi scompare, e quando le nostre lingue si incontrano iniziando una danza dolce e delicata, il mio cuore inizia a battere forte nel petto, facendomi scivolare in un vortice di emozioni.
Le accarezzo i capelli beandomi della loro morbidezza, mentre con l’altra mano le sfioro la schiena che si increspa al mio passaggio. Mano a mano che il bacio si fa più intenso, il mio istinto prende il sopravvento, annullando definitivamente ogni timore.
La faccio coricare dolcemente sul letto e le sfioro il collo con dei baci leggeri, scendendo sul suo bellissimo seno. Lo lecco assaporandone il dolce sapore, e mi inebrio dei sui gemiti che riempiono la stanza invitandomi a proseguire. Le bacio l’addome piatto, e soffio sul suo ombelico facendole sfuggire un gridolino.
La guardo per capire se posso continuare e lei annuisce con le labbra socchiuse, ma la voglia di baciare quella bocca perfetta mi fa tornare sul suo viso.
Ci baciamo fino a rimanere a corto di fiato.
“Togliti i pantaloni” mormora con voce arrocchita dalla passione ed io, come un bravo soldatino, ascolto la sua richiesta. Mi tolgo le scarpe ed i pantaloni e mi ricorico su di lei, che mi accoglie con un sorriso bellissimo… lo sapevo che il suo sorriso era stupendo.
Continuiamo a baciarci come se fosse l’unico modo per respirare, mentre le nostre mani vagano bramose sui nostri corpi.
Ricomincio la discesa verso il punto più sensibile di una donna, secondo quanto mi ha detto mio fratello, e le tolgo la gonna baciando ogni punto di pelle che scopro. Lei si muove sotto il mio tocco, ma io la blocco tenendole dolcemente le cosce e, dopo averla guardata con un sorriso, le lecco e mordo il centro del suo piacere, proprio come avevo visto sulle riviste che mi ha regalato Emmett.
Sento il suo dolce nettare bagnarmi la lingua e, come un assetato, continuo a leccare per dissetarmi mentre urla il mio nome accompagnato dal nome Dio e sento i suoi muscoli contrarsi.
Mi prende per le spalle senza delicatezza e, come una furia, mi fa coricare sotto di lei.
I suoi occhi non sono più castani, ma sono neri e con una luce che non le avevo visto prima. E’ bellissima e non riesco a smettere di guardarla mentre si siede sul mio bacino ed inizia a strofinarsi su di me, mormorando parole che non riesco a comprendere, dato che il mio cervello è completamente annebbiato dalle sensazioni che sto provando.
Mi prende l’amichetto con la sua piccola mano ed inizia a muoverla facendomi vibrare l’intero corpo.
Nessuna donna aveva mai avuto cura del mio povero amichetto, solo io mi sono sempre curato di lui, e solo io so come riuscire a farlo stare bene. Stringo la mia mano su quella di Bella e accompagno i suoi movimenti, ma lei mi scosta e con un sorriso malizioso mi blocca, tenendomi per il polso. Continua con la sua tortura… non riesco a chiamarla diversamente dato che i suoi movimenti sono lenti e mi fanno solo avvicinare all’apice del piacere. E’ una sensazione che non avevo mai provato. Mi sento come se fluttuassi sul letto, il mio corpo si muove con spasmi che non riesco a controllare e la mia voglia di unirmi a lei è tantissima. Chiudo gli occhi per poter assaporare appieno quella bellissima esperienza, ma li spalanco appena sento la sua lingua lambire la mia punta.
Ho provato solo una volta l’esperienza di essere toccato in quel modo da una donna, ma era molto ubriaca e si è addormentata tra le mie gambe appena si è inginocchiata per prendermelo in bocca.
“Sei ubriaca?” le chiedo pentendomi subito dopo di aver dato voce al mio pensiero. Lei mi sorride e nega scuotendo il capo. I suoi capelli le scivolano in avanti coprendole parzialmente il viso.
“Sei bellissima” mormoro scostando le ciocche per poterla ammirare.
Lei arrossisce diventando ancora più bella. Mi metto seduto per poter baciare le sue guance rosse, ma lei mi fa ricoricare e scivola con il viso sul mio fratellino.
Con le mani lo accarezza per l’intera lunghezza, mentre con la lingua lo assaggia come se fosse il più buono dei gelati. Sento il piacere crescere in me proporzionalmente alle dimensioni del mio amichetto.
Nessuna donna è in grado di farti un pompino come si deve! Devi darle tu il ritmo. Mettile le mani tra i capelli e spingile il tuo amichetto fino in fondo dandole il giusto ritmo… vedrai che goduria!
Come ipnotizzato, affondo le mani nei suoi capelli e le detto il ritmo, rabbrividendo per il piacere appena la mia punta tocca la sua gola. Lei mi lascia libero di muovermi come voglio, ed io mi dimentico per un attimo di essere insieme ad una donna bellissima e mi lascio prendere dalla passione scopandole la bocca come non ho mai visto nemmeno nei filmetti che mio fratello mi faceva vedere di nascosto dai nostri genitori.
Quando arrivo all’apice, mi svuoto nella sua bocca e ricado sul letto sfinito. Mi copro il viso con il braccio e sorrido come un ebete. Lei si alza dal letto ed io mi sento di nuovo solo.
“Dove vai?” le chiedo afferrandola per il polso per non farla allontanare.
“Credevo che avessimo finito” risponde tenendo il viso basso.
Sorrido e, posandole due dita sotto il mento, le faccio alzare il volto per potermi perdere nel cioccolato dei suoi occhi.
“Mi sento ancora solo” mormoro con il mio miglior sguardo da cucciolo e la abbraccio appoggiando la guancia sul suo seno. Lei risponde all’abbraccio ed io mi inebrio del suo profumo e della sua dolcezza.
Ci guardiamo negli occhi, mentre la faccio ricoricare delicatamente sul letto e la libero del lenzuolo che si era allacciata per coprirsi. La ammiro rimanendo inginocchiato tra le sue gambe.
Nessuna delle amiche di mio fratello è bella come lei. Alcune di loro sono delle belle donne, con un seno prosperoso e un fondoschiena da urlo, ma nulla in confronto alla mia Isabella. Lei è di una bellezza unica. Delicata, pulita, e con degli occhi profondi più del cielo pieno di stelle e delle labbra uniche che sono riuscite a regalarmi emozioni… uniche.
Il suo seno, così perfetto per le mie mani, ed il suo ventre piatto, senza smagliature o cicatrici, le sue gambe, così dritte e glabre… Come attirato da una calamita, incomincio a baciarla partendo dai piedi, l’unica parte del suo corpo con il segno della dura vita del nostro mondo, e risalgo lentamente sulle sue gambe, saluto il suo centro lucido per l’eccitazione e continuo la risalita senza dimenticarmi nemmeno un centimetro della sua pancia.
Cerca di trattenersi dal ridere quando le lecco i fianchi, e geme quando le lambisco il seno. Mi perdo in quelle dolci colline, perché adoro sentire il capezzolo turgido sulla lingua e nel palmo della mano.
“Ti prego…” mormora eccitata dandomi un lieve colpetto con il bacino ed io soffio un sorriso mentre ricomincio la salita. Le mordicchio il collo ed il lobo dell’orecchio, mentre con il ginocchio le faccio allargare le gambe per poter far combaciare i nostri sessi.
Mi appoggio sui gomiti e la guardo per essere certo che voglia ciò che voglio io.
“Sei strano” mi sorride spingendo nuovamente il suo centro contro il mio amichetto.
“E tu sei bellissima” e mi fiondo sulle sue labbra che da troppo tempo non mi baciano, mentre i nostri bacini si sfiorano con sempre più urgenza.
Sto per entrare in lei, ma mi ferma e, con un movimento da vera contorsionista, prende un preservativo dalla borsa di fianco al letto. Si siede e me lo infila guardandomi negli occhi.
Se non vuoi prenderti malattie o trovarti padre in questo mondo di merda… ricordarti sempre il preservativo… non importa quanto sei arrapato… ricordati sempre il preservativo!
Sorrido scuotendo il capo per allontanare la voce di Emmett.
“Giusto” esclamo posizionandolo meglio sul mio amichetto. “Grazie” le dico accarezzandole il viso. Non credo che mio fratello prenderebbe bene la notizia di diventare zio!
Mi riavvicino alle sue labbra e la bacio, cercando di trasmetterle tutta la mia gratitudine e le emozioni che stanno invadendo il mio corpo. Mi stendo nuovamente su di lei e mi appoggio sui gomiti per poterla contemplare. Diventiamo una cosa sola mentre con un’unica spinta entro in lei. Rimango senza fiato per la piacevole sensazione di caldo e morbido che circonda il mio amichetto.
“Ti ho fatto male?” le chiedo preoccupato, perché ha spalancato la bocca appena sono entrato in lei.
“N…No” risponde iniziando a spingere il suo bacino contro il mio.
Ricordati di non imbambolarti. Se vuoi venire devi fare come quando ti fai una sega. Devi entrare e uscire dalla donna come se la sua fica fosse la tua mano.
Ed inizio a dondolare in lei, cercando di tenere gli occhi aperti per gustarmi ogni singolo momento.
Sorrido nel vedere come morde le labbra mentre con le mani, posate sul mio fondoschiena, mi detta il ritmo come io ho fatto prima con lei.
Chiudo gli occhi ormai incapace di trattenere maggiormente il piacere, ma, memore di come si è allontanata prima, cerco di riprendere il controllo e mi concentro per resistere ancora.
Inizio a baciarle il viso. Gli occhi chiusi, il nasino all’insù, gli zigomi leggermente sporgenti e la mandibola serrata.
“Sei bellissima” le sussurro all’orecchio, aumentando le spinte e gustandomi la bellissima sensazione dei suoi muscoli che mi stringono l’amichetto come se non volesse più farlo andare via. “Rimarrei in te per sempre” le confido continuando a spingere per farle capire che non sto mentendo.  Lei mi risponde stringendo le mani sul mio fondoschiena e unendo maggiormente i nostri centri. La sento totalmente intorno a me, ed un brivido mi percorre l’intero corpo partendo dalla testa, arrivando fino alla punta dei piedi “Io…”. Provo ancora a dire mentre stringo i denti per allungare il momento, ma è difficile ed urlando il suo nome vengo con un orgasmo così potente da far invidia a tutti i film e giornali di mio fratello.
Lei continua a strusciarsi su di me, ed io ricomincio a muovermi per regalarle un orgasmo pari a quello che mi ha donato.
Alle donne non interessa venire. Quando sei soddisfatto il gioco è finito. Esci da lei, butti il preservativo e lasci una cospicua mancia… le donne che vengono con te sono felici solo se vedono i soldi!
Ma decido di non dare ascolto ai consigli di Emmett, e continuo a spingere in lei prendendomi cura di ogni singolo centimetro della sua pelle e giocando con il suo clitoride.
Bella urla il mio nome mentre il mio amichetto viene strizzato dai suoi muscoli.
Mi lascio cadere sul letto e la abbraccio facendole appoggiare il viso sul mio petto. Chiudo gli occhi inebriandomi del profumo dei suoi capelli e della bellissima sensazione che provo nel sentire il suo corpo ancora nudo a contatto con il mio.
“Sei stato fantastico” mormora solleticandomi con il suo alito ed iniziando ad accarezzarmi il torace.
“Anche tu. Sei fantastica.” E le bacio i capelli stringendo l’abbraccio.
Rimarrei qui in eterno, dimenticando il mondo che mi aspetta oltre la porta della stanza.
Sorrido compiaciuto ripensando a quando, per passare il tempo, leggevo i libri che narravano le storie di uomini che incontravano le loro anime gemelle; mio fratello mi prendeva in giro, dicendo che erano solo favole.
Mi scosto leggermente per poter ammirare Bella, così dolce mentre riposa serena tra le mie braccia. La stringo a me per confermarmi che è reale e le bacio i capelli cercando le parole giuste per chiederle di venire con me. Di fuggire da questo paesino squallido e cercare una casa abbandonata dove creare la nostra famiglia felice.
Il mio amichetto si risveglia immaginandosi altre notti, o giorni, o pomeriggi come la notte appena passata, ma il mio cervello mi ammonisce, ricordandomi che il luogo dove siamo diretti è pericoloso e che, se voglio assicurare una bella vita a Isabella, devo prima aiutare mio fratello ed i suoi amici a prendere l’oggetto che il signor Aro vuole.
Chiudo gli occhi per imprimermi nella mente ogni cosa che riguarda Bella. Il suo profumo, la sensazione dei suoi capelli e della sua pelle sulle mie mani, il calore che provo nel petto sentendola così stretta a me…

“EJ!” la voce di Emmett mi risveglia. Mi guardo intorno spaesato, ma un sorriso nasce sul mio volto appena vedo la testa di Bella ancora appoggiata al mio petto.
“EJ!” continua a urlare mio fratello… e, anche se di malavoglia, mi alzo prima che svegli Isabella.
Mi muovo lentamente per non disturbarle il sonno, la copro con il lenzuolo e la bacio sui capelli, riempiendomi ancora una volta le narici del suo profumo. Mi vesto velocemente, e mentre mi infilo la t-shirt abbasso la maniglia guardandola un’ultima volta.
Mi ricordo la prima e fondamentale regola che mi ha insegnato mio fratello la prima volta che sono stato con una donna.
Ricordati di lasciare una cospicua mancia… più è stata brava e più deve essere abbondante… ma non esagerare, non siamo carichi di soldi!
Estraggo la mazzetta e le lascio 300 dollari americani. Se lo sapesse mio fratello mi scuoierebbe vivo, ma Bella non solo mi ha regalato il miglior orgasmo della mia vita, mi ha regalato delle emozioni uniche e inimmaginabili… e tornerò presto a riprenderla!
Arrotolo le banconote con un pezzettino di carta sul quale ho scritto “Aspettami. Tornerò presto a prenderti!”


Emmett è a pochi passi dalla porta e appena mi vede mi rivolge un enorme sorriso “Hai capito il mio fratellino!” esclama sciabolando le sopracciglia ed ammiccando alla porta.
“Si chiama Isabella” gli dico in imbarazzo.
“E bravo EJ! Finalmente sei diventato grande! Riesci a trovarti le donne da solo!” esclama ad alta voce ed io gli chiedo di parlare più piano.
“Sta dormendo, non voglio svegliarla” gli spiego vedendo il suo sguardo confuso.
“Le hai lasciato la mancia?”
“Certo! Ho seguito tutte le tue regole… tranne…”
“Tranne…”
“Nulla di importante!” rispondo allontanandomi prima che continui con l’interrogatorio.
Mio fratello mi conosce bene e non continua ad assillarmi, anche se non mi sfuggono le occhiate orgogliose che mi lancia.
Ci ricongiungiamo agli altri, ed insieme entriamo in un bar per fare colazione.
“Quindi il nostro piccolo EJ ha passato una notte all’insegna del piacere!” Mi canzona Alec appena ci accomodiamo al tavolino. Io mi stringo semplicemente nelle spalle e mi concentro sulla colazione. Bella è troppo importante per condividerla con loro, non voglio che inizino con le loro battutine squallide.
Emmett li ammonisce e come sempre loro si lamentano per il fare paterno che ha nei miei confronti.
Finita la colazione, gli amici di mio fratello mi invitano a partecipare ai loro discorsi.
Andiamo tutti nella camera del motel ed ascoltiamo Demetri che spiega nei minimi dettagli le richieste del signor Aro.
Non capisco molto di ciò che dicono, parlano di tattiche, di strumenti strani e di postazioni, ma faccio finta di comprendere tutto annuendo quando Alec annuisce e scoppiando a ridere quando Emmett ride… oltre al fatto che usano termini per me sconosciuti, il mio cervello continua a tornare a Bella e quindi, più che pensare a tattiche per recuperare uno strano oggetto, penso a come liberarmi dagli amici di mio fratello per correre da lei.
“… e EJ dovrà solo correre veloce. Pensiamo noi ai militari” il mio nome mi fa ritornare al presente e guardo mio fratello per capire perché mi hanno nominato.
“Noi apriamo il fuoco, spingendo i militari dal lato opposto del magazzino in cui tu dovrai entrare.” Mi spiega Demetri mentre mi porge una fotografia sgualcita “Devi recuperare questo oggetto senza farti vedere e correre come il vento fino alla macchina”.
“Non sono sicuro… forse è meglio lasciarlo in macchina. Servirà per farci fuggire alla svelta, sia che il piano vada a buon fine sia che qualcosa vada storto” propone mio fratello.
“Appena lo prendo corro in macchina e vi aspetto col motore acceso” propongo felice di poter partecipare anch’io ad una missione e non essere trattato come il deficiente del gruppo.
“NO!” esclama rosso in viso Emmett “Tu non sai sparare, e se ci fosse qualcuno all’interno del magazzino?”
“Mi nascondo”
“E se ti spara contro?”
“Cerco di non essere colpito… sono veloce e mi nascondo bene!”
Demetri e Alec scoppiano a ridere, ma io non gli do peso e mi alzo per fronteggiare mio fratello.
“Non sono stupido! Posso farcela!” dico sicuro di me.
“E se non ci riuscissi?”
“Ce la farò… Avrò questa!” gli rispondo mostrandogli la pistola, ma lui sbuffa mormorando Ti farai ammazzare ed esce dalla stanza sbattendo la porta.
“Gli passerà. Dagli il tempo di sbollire e vedrai che anche lui sarà entusiasta di farti partecipare…” prova a consolarmi Alec, ma non gli do ascolto ed esco a cercare mio fratello.

Lo cerco per tutto l’isolato e rimango pietrificato nel vedere un uomo entrare nella stanza di Bella.
Deglutisco cercando di convincermi di aver visto male, e mi faccio coraggio mentre mi avvicino cauto impugnando la pistola che ho ancora in mano.
Sento la sua melodiosa voce che mormora qualcosa, ma la spinta ad agire arriva quando sento la voce grezza dell’uomo che le ordina “Non parlare e allarga le gambe”
Con un calcio apro la porta e punto la pistola verso l’omone con i pantaloni calati che sovrasta Bella.
“Allontanati da lei” ringhio tenendo la pistola con entrambe le mani per non sbagliare la mira.
“EJ!” escama spaventata Bella coprendosi con il lenzuolo.
“Sono qui” la rassicuro “Ed adesso tu” e muovo la pistola per far capire all’omone che sto parlando con lui “Esci da questa stanza e lascia in pace la mia Bella” lo intimo ricordandomi la regola che se qualcosa è tuo puoi uccidere per difenderlo.
Lui scoppia a ridere e si volta sistemandosi i pantaloni.
“La tua Bella… cos’è, sei il suo pappone?”
“Lei non è una prostituta” la difendo posando il dito sul grilletto.
“Ah no?” mi sfida l’uomo “e dimmi… cosa è?”
“La mia donna” gli rispondo sicuro. “Lei sta con me.”
“EJ” piagnucola Bella, avvicinandosi e posandomi la mano sul braccio che tengo teso con la pistola puntata “Abbassa la pistola”
“Solo quando uscirà dalla tua stanza” le dico continuando a tenere a tiro il bastardo.
“EJ, ma che cazzo…” la voce di Emmett mi arriva alle spalle, ma io non mi distraggo.
“Non ti intromettere” lo intimo facendo un passo verso l’uomo che voleva sporcare Bella con le sue manacce.
Sono a pochi passi dall’uomo, quando Bella urla nel vedere il coltello che ha estratto. Spaventato, sparo un colpo in aria, che dà il via ad una serie di calci e pugni tra me e il bastardo.
Sento Isabella piangere mentre ci implora di smettere, mio fratello impreca indicandomi quali punti colpire, ma non lo ascolto e colpisco a caso cercando di non crollare sotto i pugni pesanti dell’omone che mi sta sovrastando. Cerco di incanalare tutta la rabbia colpendo il mio avversario con la massima forza, ma il tutto è confuso e, tra urla, pianti, calci e pugni… chiudo gli occhi ed inizio a colpire a caso, senza nemmeno più sentire dolore quando vengo colpito.
Emmett ed i suoi amici intervengono, togliendomelo di dosso, ma io continuo a scalciare come se fossi ancora nel mezzo della lotta.
“EJ” mi chiama dolcemente Bella accarezzandomi i capelli e facendomi tornare in me.
“Ma noi dobbiamo stare insieme… fare una bella famiglia… tu ed io insieme…” e la stringo a me stringendo gli occhi per non piangere.
“Lo vorrei… ma io…” prova a parlare, ma l’ammutolisco baciandola con passione, infilando la mia lingua nella sua bocca ed iniziando una guerra dove nessuna delle parti vuole vincere.
“Tu sei la mia Bella” mormoro, allontanandomi il minimo necessario per respirare, prima di tornare su di lei.
Il tempo si cristallizza e, come la sera precedente, il mondo svanisce, lasciandoci soli a fluttuare nella nostra bolla piena di amore e passione. La stringo forte per dimostrare al mondo che ci apparteniamo, e do un calcio alla porta per chiudere il resto mondo fuori dal nostro che appartiene solo a me e a lei.
Ci uniamo sul pavimento, senza nemmeno toglierci i vestiti, perché troppo presi dalla passione e dalla voglia di sentirci l’uno parte dell’altro… rimango senza fiato quando insieme raggiungiamo il piacere, e mi accascio su di lei senza pensare di poterle pesare. Non voglio lasciarla sola, non voglio lasciarla di nuovo. Il mondo è troppo brutto per una donna così delicata e perfetta come lei.
“Vieni con me” le chiedo alzando leggermente il viso dal suo petto.
“Non posso” mi sorride amara. “Il mio posto è qui… e non sono quella giusta per te” mi bacia la tempia stringendomi a sé per un tempo che mi sembra infinito.
“Mi dispiace rovinare il momento, ma dobbiamo andare” esclama Emmett da dietro alla porta.
Mi alzo e le porgo la mano per aiutarla.
“Vieni con noi” riprovo a chiederle.
Lei nega con il capo e mi sorride.
“Non posso… ma vorrei dirti grazie” sussurra baciandomi le labbra dolcemente “Mi hai fatto sentire di nuovo viva… ha ragione tuo fratello: tu sei speciale” e approfondisce il bacio trasmettendomi la sua felicità. Dopo un tempo che vorrei non finisse mai, si allontana leggermente “Vorrei chiederti una cosa” mi chiede.
“Tutto quello che vuoi”
“Non lasciare che ti cambino…” e mi accarezza la guancia dandomi un delicato bacio sulle labbra prima di uscire dalla stanza.

Esco dalla stanza di corsa, per poterla vedere ancora un’ultima volta e darle i soldi che, preso dalle sue dolci labbra, non mi sono ricordato di darle. Emmett mi sorride e con un cenno del capo mi invita a seguirlo in macchina.
Per i primi chilometri, che mi allontanano da Bella, non parlo e mi limito a guardare il panorama rendendomi conto, per la prima volta, di quando sia arido il nostro mondo.
“L’amore è una fregatura… ed innamorarsi di una putt…” esclama Demetri attirando la mia attenzione.
“Innamorarsi è una fregatura” mi ripete Emmett, scompigliandomi i capelli come faceva quando ero piccolo.
“Innamorarsi è bellissimo” lo correggo, tornando a guardare il panorama.
“Lo sai che non ti aspetterà. Che non sarai l’unico uomo che avrà nel suo letto” mi chiede cauto guardandomi preoccupato.
“Lo so… ma la speranza è l’unica cosa che questo mondo non mi porterà mai via!”
E sorrido tornando a guardare il panorama, che, come per magia, torna ad essere pieno di colori.
Non lasciare che ti cambino…
Non lo farò, continuerò a cercare il bello e a nutrire la speranza… tornerò a prenderti…
Perché in un mondo arido come il nostro la vera ricchezza è il saper continuare ad amare!

*


  

28 commenti:

  1. Che dolce EJ!!!!
    Peccato che la storia non è finita!! Ero presa benissimo! Stavo aspettando l'esito della missione-furto e che EJ tornasse a prendersi Bella e tu tronchi così? Non è giusto!!!
    Bravissima comunque! Bella storia davvero!

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  2. Questa storia mi è piaciuta davvero molto! Questo Edward/Rey è dolcissimo e molto ben caratterizzato, la trama nel sviluppata (e anche io aspetto la seconda parte, in cui compie il furto e forma da Bella). Anche Bella mi è piaciuta, con la sua tenerezza verso questo ragazzo così speciale, capace di farla sentire ancora viva! Brava!
    È grazie di aver condiviso con noi la tua storia

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  3. bella storia, mi è piaciuta...aspetto la seconda parte!

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  4. EJ chiaramente ispirato a Rey di The Rover. Comunque ben descritto, mi piace la sua tenerezza e inesperienza. Forse mi aspettavo un finale più completo. In ogni caso voglio pensare positivo, che lui abbia compiuto il suo dovere e sia tornato da lei.
    Jo Tyler

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  5. Una storia molto dolce, scritta bene e ben articolata anche se suppongo non abbia avuto il tempo di finirla. grazie per la condivisione.

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  6. Ok, sono innamorata di EJ!!! Sei stata bravissima, hai scritto una storia che mi ha toccato il cuore, complimenti!!!
    Aleuname

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  7. Sarà che Rey mi è piaciuto tanto che l'associazione tra i due è venuta automatica.
    Storia dolcissima. Amo i testi scritti dal punto di vista di lui... e questo Edward è puro, come solo i semplici sanno essere. Persone che riescono a cogliere solo il lato bello di ciò che li circonda li rende sicuramente migliori.
    Scritta bene ti lascia solo la voglia di sapere il dopo.
    Grazie...

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  8. Una storia molto dolce e ben scritta, anche se io l'ho trovata triste da morire... la immagino come l'inizio di una long, quindi come le altre hanno scritto, aspettiamo il seguito!Spero torni l'arcobaleno anche per Bella... Intanto grazie e complimenti.

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  9. Scritta egregiamente...davvero.
    A me è piaciuto anche il finale aperto. Nella mia fantasia la storia è andata avanti con nuovi scenari e nuove possibilità per EJ e Bella ...ed è questo che un racconto, un romanzo deve secondo me fare: restarti dentro e farti volare con la fantasia.
    Brava, bravissima.

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  10. Questa storia mi richiama alla mente irresistibilmente una canzone di De Andrè, “Via del campo”. Mentre leggo di Bella mi girano nella testa i versi “dai diamanti non nasce niente,/dal letame nascono i fior”. Mi piace il modo in cui la ragazza viene “risvegliata” alla coscienza e alla consapevolezza di sé da qualcuno che, non avendo sovrastrutture e pregiudizi, riesce a vederla per quella che è, fragile e sconfitta, convinta di non avere possibilità e neppure il diritto alla speranza. E mi piace il personaggio di Edward nella sua assoluta purezza: l’amore per i genitori, la lealtà e il rispetto per il fratello maggiore, il desiderio di non rinunciare al colore in un mondo velato dalle ombre e dall’aridità. L’ambito è molto diverso, ma mi ricorda Shlomo, il protagonista del film “Train de vie”, il pazzo dello shtetl che sogna un sogno di libertà, ironico e delicato, in cui gli ebrei gabbano i nazisti di mezza Europa, il sogno che gli permette di restare un uomo e non uno stuck, un oggetto senza anima e coscienza che si può usare o eliminare a proprio piacimento. Il finale così aperto è all’inizio fastidioso, insoddisfacente, ma in realtà, ripensandoci, risulta in linea col carattere del racconto che esalta l’importanza del sopravvivere della speranza: da lettore posso sperare che Edward torni da Bella, scoprendo che insieme, creando una nuova vita, hanno sconfitto l’insensibilità, la cattiveria e l’indifferenza del mondo postapocalittico in cui si trovano a vivere.
    Attenzione, c’è un refuso. Si intima qualcosa a qualcuno, quindi “gli intimò” e non “lo intimò”.

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  11. Deliziosa! Molto bello aver utilizzato come personaggio principale un Edward/Rey. Mi è piaciuta.

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  12. Storia molto tenera.
    Anche se per me è troppo simile a The Rover, mi è piaciuta.
    Grazie

    JB

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  13. Ciao
    Storia che ti insegna molto e per questo mi è piaciuta molto.
    Voto 3

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  14. Ma ciao! Per partecipare al contest ti ho fatto cambiare i nomi, dato che è un contest Twilight, e tu eri piena di dubbi riguardo l'adeguatezza della storia. La verità è che EJ o Rey qui non hanno nessuna importanza perchè hai reso talmente bene i personaggi che l'importante è stata la loro caratterizzazione e non il dato anagrafico. Hai raccontato con gentilezza e grande impegno questo 'spin off' di The Rover, riuscendo a regalare dolcezza e speranza. Sei stata molto brava. Il fatto che sia una one shot ha precluso l'approfondimento di alcuni particolari, come la sporcizia e un pompino 'a nudo' o come il fatto che poi tanto stupido EJ/Rey non è affatto dati i suoi pensieri estremamente lucidi, ma sono sottigliezze, cose che non si possono spiegare in maniera approfondita se non è una long, quindi, anche per questo, ti rinnovo i miei complimenti.
    Bravissima, ho gradito la tua storia assai!

    Sparv

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  15. Mi è piaciuto vedere per una volta Edward non nei panni del solito macho ma dello sfigato di turno, è dolcissimo! Mi unisco al coro che chiede a gran voce la seconda parte! Grazie per aver condiviso con noi questa storia stupenda :)

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  16. Ho adorato questa storia!!! ADORATO!!! Per tutte le ragioni espresse dalle altre!! Brava!!!

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  17. Questa storia mi ha straziato il cuore. Mi è piaciuta tantissimo. Edward in questa specifica veste mi ha fatto morire, di tenerezza, d'amore profondo, di lussuria, perché tutto gli si può dire ma non che non è sexy da matti nel suo candore.
    Personalmente lo definirei uno spin off (spero si scriva così) di The Rover e anche il banner è piuttosto indicativo ma, chiamalo come ti pare, questo Edward mi ha conquistato.
    Complimenti.

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