LOGLINE: Bella, non paga di lottare per affermare se stessa
in un ambiente sessista e maschilista, si innamora del suo capo, famoso chef
stellato che non è solo bravissimo, ma bello da mozzare il fiato e stronzo.
SINOSSI: Perché lavorare duramente se poi gli onori se li
prende qualcun altro?
Bella occupa una posizione di rilievo nelle cucine di un
ristorante pluristellato, al cui comando c’è Chef Cullen, tanto bello quanto
stronzo. E, sin da quando ha scelto questa professione, sa che le gerarchie in
quell’ambiente sono insormontabili.
È destino che si innamori di lui, nonostante tutto… ma
Edward non è dello stesso avviso.
Non può nemmeno sperare di prenderlo per la gola. A lui
interessano solo le stelle, e ce ne metterà di tempo per capire che solo lei ha
in mano la chiave per aprirgli l’ultima porta del firmamento e consentirgli di
raggiungere la vetta. Dove ad attenderlo ci sono l’ultima stella e un nuovo
intenso amore.
GENERE: Commedia/erotico
RATING: Rosso
Io sono Bella. Bella Swan.
Sono americana di nascita, ma mi piace girare il mondo.
Da quattro anni lavoro al Carlton, prestigioso hotel di Londra
con annesso ristorante di lusso, con due stelle Michelin al suo attivo nel
palmarès mondiale.
Sono chef de partie pâtissier in carico nella sezione dolci delle
sue rinomate cucine. Sotto di me ho due sous chef, Mike e Jessica, e un
aiutante generico, il giovane ma volenteroso Jacob, di sangue misto indiano.
Il capo supremo del ristorante è Chef Cullen, che risponde al
nome di Edward o, più brevemente, come lo chiama mammina, Eddy. Stimato detentore
delle meritate stelle.
Uno che si è fatto da solo, iniziando dal basso e progredendo
fino ad entrare nell’associazione dei Jeunes Restaurateurs d’Europe. Anticamera
del più ambito riconoscimento della categoria, ovvero le stelle Michelin.
Uno stronzo patentato, tanto figo quanto bravo, accidenti a lui.
La maggior parte degli chef al suo livello non sono da
annoverarsi tra i belli, anche se giovani. Normalmente hanno pance adipose o,
per contro, sono secchi come acciughe… con un’aria malaticcia e malsana.
Chef Cullen fa eccezione, e ne ha piena consapevolezza.
Le stelle non te le regalano un tot al chilo, e lui lavora con
coscienza e dedizione, ha molta creatività ed è un vulcano di idee.
Ogni piatto che esce dalle cucine reca la sua firma anche se…
quelli su cui effettivamente lavora sono le portate principali.
Ha una mano fatata nel realizzare esclusive prelibatezze con
carni e pesci.
Non sbaglia mai una cottura.
Per quanto riguarda la presentazione del piatto poi… è un vero
artista!
I suoi sono capolavori che è un peccato distruggere.
Fortuna che tiene un archivio fotografico di tutte le sue ‘creature’.
Nel suo studio ha decine di quadernoni dove registra
dettagliatamente ingredienti, modi di cottura, disegni e bozze delle sue
stravaganti idee.
È meticoloso e dedito al suo lavoro ma non si può dire che abbia
una vita eccezionale al di fuori di esso. A parte la cura quasi ossessiva della
sua forma fisica.
Questo mestiere ti assorbe e ti consuma sino al midollo,
lasciando poco spazio al divertimento e allo svago.
È una vita di sacrifici ben remunerati economicamente, peccato
che non resti molto tempo da utilizzare al meglio per godersi la fortuna che si
accumula.
Però, almeno, non mi sembra uno di quelli che si aiutano con la
droga per stare al passo, al limite si fa uno scotch della sua riserva privata.
Cosa vuoi che sia per lui stappare ogni tanto una bottiglia
speciale di pregiati whisky scozzesi del costo di mille sterline?
Il locale, com’è ovvio che sia, ha una cantina che contiene
centinaia di etichette pregiate, della quale si occupa uno dei migliori sommelier
del mondo, Emmett McCarty, un colosso simpaticissimo e grande amico del capo.
Com’è illogico che sia, amo Chef Cullen, segretamente, dal primo
momento che l'ho visto.
E come potrebbe essere altrimenti se è l’uomo col fisico più
maestosamente imponente e bello, perfettamente definito e scolpito che abbia
mai visto!
Un viso d’angelo e maschio allo stesso tempo… capelli folti e
indomabili, occhi chiari limpidi e profondi che ti trapassano anche mentre urla
rabbioso.
Nessuna ragazza sana di mente e con ovaie fertili potrebbe
rimanere insensibile al suo fascino. Ma i rapporti sul luogo di lavoro,
soprattutto se vuoi mantenertelo, si sa che sono da evitare.
Ad ogni modo non è questo il mio caso, dato che… ehmm, è lui che
evita me, anzi è il caso di dire che non mi vede proprio per quella che sono
come donna, tranne che per mettermi sotto pressione sul lavoro!
A lui piacciono algide e altezzose, quel genere di perfettine
bionde slavate. Tutto il contrario di me, che ho lunghi capelli castani,
altezza nella media, occhi color cioccolato con pagliuzze dorate.
Per circa trecento giorni all’anno lavora duramente, va in
palestra e se la prende con noi poveri cristi. Ci ha scambiati per il suo
punching ball.
Stamani vaga per la cucina con un umore più nero del carbone,
tanto per cambiare!
Ci controlla, verifica, contesta di tutto. All’improvviso siamo
diventati una massa di incapaci.
Come se non bastasse la sua cara mammina supervisiona a che
tutto proceda per il meglio, sorvegliando il personale con un cipiglio da
mastino, contando e pesando ogni cosa arrivi nelle cucine, anche se per quel
compito c'è un executive chef dedicato.
Va persino a sbirciare nei secchi dei rifiuti, è ossessionata
dagli sprechi che possono intaccare il margine di guadagno, che deve rimanere
il più elevato possibile in rapporto al prezzo esorbitante, com’è ovvio che sia,
pagato dai clienti, e al costo delle materie prime. Che grandissima
rompicoglioni!
Oggi non è proprio giornata e mi scappa un commento a voce alta,
che naturalmente colgono in molti, ma non lui, per mia fortuna.
-Accidenti a lui, quanto lo odio! Lui, lui, lui e ancora lui.
Eppure nella brigata di cucina siamo in quindici… e tutti lavoriamo almeno il doppio di te, caro Chef Cullen!
Maledetto egocentrico egoista che non è altro. Gliele farei
vedere io le stelle!
Si permette di arrivare a ficcanasare e contestare quando manca
mezz'ora al servizio. Ma chi cazzo si crede di essere? -
Se non
fosse per noi tutti, che sputiamo sangue dalla mattina a notte inoltrata,
saresti nella merda, bello.
-Calmati, Bella. Tanto non cambierà mai nulla, a meno che non
sia tu a cercarti un altro lavoro. – tenta di rabbonirmi Alice, sortendo
l'effetto contrario.
La guardo sbigottita. La cucina è tutta la mia vita e lei lo sa,
visto che la nostra amicizia risale agli anni della scuola del Cordon Bleu, che
abbiamo frequentato assieme a Parigi.
È lì che ci siamo conosciute sei anni fa, mese più mese meno, e
da allora abbiamo lavorato cercando di farci assumere in coppia in vari
ristoranti sparsi nel mondo.
Brevi incarichi, sempre in viaggio, alla continua ricerca di un
ingaggio migliore del precedente. Per accumulare esperienza e crescere sempre
di più.
Due vagabonde amiche per la pelle.
Una coppia di randagie per le quali la cucina è tutto, o quasi.
Lei almeno ha trovato l'amore della sua vita, ha conosciuto
Jasper a Tokio e da allora non si sono più lasciati.
Io ho avuto alcune relazioni instabili e occasionali ma ho
capito che in fondo non sono il tipo da una botta e via.
Per sistemarmi dovrei fermarmi e non sono ancora pronta.
Però qui a Londra ci sto bene.
Adoro questa città multietnica. Il self control dei suoi
abitanti. Il clima non è dei migliori, ma tanto chi se lo godrebbe se sto la
maggior parte del mio tempo rintanata in cucina?
- Non intendo dire che devi smettere di fare la chef, ma
dovresti lasciare questo posto in cui non sei considerata per quello che vali.
-
-Tsè, te lo immagini Chef Eddy? Come farebbe senza di te e me
alla linea dei dolci? Non penserai che quel fantoccio di Mike o quella mezza
svitata di Jessica siano in grado di gestire la pasticceria da soli. Lui non sa
allacciarsi nemmeno il grembiule da solo! E lei... ho il sospetto che tiri di
coca di tanto in tanto. Non mi piace per niente la gente che frequenta fuori di
qui.
Non potrebbe neanche contare sulla collaborazione di Jacob. Quel
poveraccio fa già da tappabuchi dove e quando serve una pezza. –
Mi rendo conto che oggi mi lamento senza sosta, sono irritabile
più del dovuto e la tensione perché tutto proceda per il verso giusto è
palpabile.
Sono in piena crisi pre-mestruale. Il che non aiuta!
Qui al Carlton ogni preparazione deve essere perfetta.
Calibrata. Dosata.
E la presentazione, poi! Ogni piatto deve essere uguale all'altro
anche se dobbiamo far fronte a sessanta coperti ogni sera.
Il mezzogiorno c'è un menù semplificato e lì possiamo mettere il
pilota automatico.
Ma la sera... se ci va male e becchiamo la serie di clienti tignosi
che non scelgono il menù suggerito con discrezione dalla maître de salle, è
quasi certo che ci toccherà provvedere al servizio di cinque diverse tipologie
di dolci per un solo tavolo, che debbono uscire tutti contemporaneamente e
avere un aspetto indimenticabile, oltre al sapore soprannaturale,
ovviamente!
Ecco, ho appena citato il terzo problema di questo posto del
diavolo: è lei, Tania Miller, che sovrintende con aria da regina alla sala e
raccoglie tutte le comande.
Certe sere, giusto per farci dispetto, ho la certezza che piloti
le scelte dei clienti e faccia apposta a far ordinare dessert tutti diversi a
uno stesso tavolo da quattro o da sei.
Quando capita, vuol dire che tutti e quattro, Jacob compreso,
siamo costretti alla rifinitura di un dolce differente e in contemporanea.
Bastarda!
La tipa è anche la donna di Edward. E si fa sbattere da lui
senza mai dire di no.
Sarà
per questo che mi sta antipatica?
Ma adesso non ho tempo per pensare a lei.
Mamma
mia, quanto sono in ritardo.
La rabbia che provo per quello smidollato del mio capo non può
distrarmi a tal punto. Non sarò mai pronta per il servizio di stasera.
Coraggio
Bells, metti da parte il rancore e dacci sotto. C'è da temperare il cioccolato,
preparare la dacquoise e fare le creme per farcire gli éclairs.
Però, forse Alice ha ragione, avrei tanto bisogno di prendermi
una pausa.
Sono anni che lavoro a testa bassa e do tutta me stessa. Non so
nemmeno più cosa sia una vacanza. Come vorrei potermi stendere su una distesa
di sabbia bianchissima e crogiolarmi al sole senza avere scadenze né timer che
risuonano sino a spaccarmi il cervello.
E subito, al pensiero di quella scena paradisiaca, sogno ad
occhi aperti e avverto le sue mani, quelle magnifiche e lunghe dita che
sfiorano la mia schiena nel mettermi un velo di crema solare… pazza idea.
Non so da quanto tempo non prendo in mano un libro.
Quando l'ultimo cliente ha smesso di affondare il cucchiaio in
uno dei miei trionfali dessert sono così morta che a malapena mi trascino a
casa.
Il tempo di farmi una doccia e crollo sul letto coi capelli ancora
umidi. Tanto per chi dovrei farmi bella?
Nel frattempo il mio orologio biologico corre. I prossimi
saranno trenta e sono ancora qui a fantasticare su una relazione impossibile
con l'uomo più bello del mondo, senza la concentrazione necessaria per mettermi
a cercare qualcun altro di valido con cui iniziare una storia.
Ma a chi la voglio raccontare? Cercare chi? Non me ne va bene
uno che sia uno. Vedo solo lui...
E ci credo! Chi potrei trovare di così perfetto, con quel corpo
statuario, quella voce, quelle mani, quelle gambe lunghissime, semplicemente
l’incarnazione di un dio in terra e per giunta muscoloso al punto giusto.
È che ce l’ho spesso davanti, questo spettacolo meraviglioso, se
appena alzo gli occhi dal mio banco di lavoro lo vedo, anche se solo di spalle
o di profilo, attraverso gli scaffali che ci dividono.
Gli difetta solo la gentilezza. È scontroso, antipatico e
stronzo come pochi.
Il tatto non sa nemmeno cosa sia.
L'unica cui sono risparmiate scenate e contro la quale non
inveisce mai, anzi si comporta come uno zuccherino al limite dello
stomachevole, è la sua Tania.
Da qualche tempo, non appena gli è possibile, si apparta con lei
nel suo studio.
Beata lei che si gode cotanto stallone.
Se la fotte senza remore di essere udito. Da quel che si può
capire passando accanto alla porta chiusa ci dà dentro da matti. E quella mezza
mummia se lo prende tutto. Potessi farlo io!
✯✯✯✯✯
Ero conscia, quando iniziai i corsi della più prestigiosa scuola
di cucina al mondo, che, una volta diplomata, avrei fatto una vita di merda.
Ma non volevo buttarmi nel mondo della finanza, seguendo la
logica e i desideri della mia famiglia, visto il master in economia gestionale conseguito
al MIT di Cambridge, MA.
È stata una scelta ponderata la mia, sapevo dentro di me che
cucinare sarebbe stato tutta la mia vita.
So di aver deluso i miei genitori ma quando mi hanno visto
comunque felice, pur sopportando orari massacranti e relazioni sociali pari a
zero, se ne sono fatti una ragione.
Ad ogni modo gli studi di economia mi torneranno utili nella
gestione manageriale del mio futuro.
Per il momento devo lavorare duro, almeno fino a quando non sarò
in grado di essere autonoma e realizzare il mio sogno.
Tanto
qui non c'è trippa per gatti, cara Bells.
Lui è off limits. Proprietà privata di quella ex figa di legno
che scommetto si fa persino sodomizzare pur di tenerselo stretto. L'altro
giorno l'ho vista trafficare in bagno, riponeva nella trousse una boccetta di
olio lenitivo.
Ho una vaga idea di come lo abbia usato.
La cucina è tutto il mio mondo e perfezionarmi sempre di più nei
dessert è quello che voglio e mi piace fare. Adoro impastare, lavorare di spatola,
decorare.
Modellare sotto le mani sculture di cioccolato che lasciano i
clienti a bocca aperta, quasi dispiaciuti di distruggere con un colpo di
cucchiaio le mie opere d'arte culinarie. Qui sono cresciuta molto a livello
professionale, in un ruolo solitamente occupato da chef maschi, lo stipendio è
ottimo e quando me ne andrò avrò credenziali in grado di spalancarmi qualsiasi
porta. Mi sto ritagliando il mio spazio in un ambiente caratterizzato da
gerarchie consolidate e maschiliste.
Sono la regina del sac à poche.
Ahahhahhahh!
Che grande soddisfazione!
Devo stringere i denti, sopportare e perseguire il mio scopo;
sto mettendo da parte la cifra necessaria per aprire una piccola boutique del
dolce tutta mia.
Divido le spese di affitto di casa con Alice e Jasper e non
spendo molto per me stessa. Come potrei con una vita sociale pari a zero?
Ho in mente un posto esclusivo dove creare e vendere dolcezze
uniche.
Avrò orari altrettanto massacranti ma finalmente non dovrò più sottostare
alle bizze di un capo genialoidebellodaimpazziremastronzo.
Alice sarà al mio fianco e Jasper con lei. È già stabilito che a
lui spetterà la sezione salati. Avremo un nostro servizio di catering. Faremo
faville!
Anche la location è decisa. Ci piacerebbe rimanere nella vecchia
Europa.
Gli States non sono adatti al nostro target, gli europei è fuor
di dubbio che hanno gusti più raffinati, ma qui a Londra gli affitti dei locali
sono inarrivabili, per ora.
Devo smetterla di sognare! Accidenti a me, guarda che ho
combinato.
Lo sapevo, lo sapevo! Che disastro!
Sono riuscita a far impazzire la crema pasticciera.
Un errore da principiante!
Dove cazzo avevo la testa?
Lo so
io dove vorrei averla... bisbiglio a bassa voce.
Se se ne dovesse accorgere Chef Cullen sarei fritta.
Sbraiterebbe con così tanta veemenza sino ad attirare la
curiosità di quella strega di mammina. Che non perderebbe l’occasione per rincarare
la dose.
Fortuna che posso rimediare prima che lui torni operativo.
Per ora è occupato e ho un certo margine di tempo.
Poco fa, andando nell'anticella a prendere della panna e dei
frutti della passione, l'ho beccato a scoparsi la sua bella.
Aveva lasciato la porta socchiusa. Lo avrà fatto apposta?
Lei stava in ginocchio davanti alle sue gambe larghe e
divaricate. Lui pompava nella sua bocca con furia inaudita.
Purtroppo la testa di lei copriva tutto quello che di
interessante c'era da vedere e me ne sono andata disgustata. Forse mi ha
visto... e chi se ne frega.
Non sembrava in estasi però. Mi è parso che lo facesse come un
automa.
Non sai
cosa ti perdi, bello... sono sicura che saprei fare di meglio!
✯✯✯✯✯
Di una cosa, qui al Carlton, nessuno della brigata può
lamentarsi: la paga è buona perché lo stronzo è furbo e sa valutare i suoi
collaboratori per tenerli legati a sopportare le sue mattane. Non lesina sul
salario, ricompensando adeguatamente i nostri sforzi.
Se solo fosse meno attraente... perché proprio lui doveva avere
un tale dono di natura? È di una bellezza spiazzante che mi lascia a bocca
aperta ogni volta che lo osservo.
Mi scatena fantasie bollenti che rischiano di distrarmi e per
non combinare guai seri mi tocca correre in bagno a mettere i polsi sotto il
getto dell'acqua gelata.
Eddy, come è naturale che sia per un trentacinquenne scapolo e
attraente, è molto attivo sessualmente.
Almeno questo è quello che dà a vedere qui sul luogo di lavoro.
Hai
scelto la persona sbagliata, ma vabbè. Parere personale e di parte…
Da un triennio ha una relazione con la maître di sala,
quell'algida spilungona di Tania, bionda e slanciata, che noi della brigata
avevamo amorevolmente soprannominato, per l'appunto, figa di legno.
All'inizio lo ha ammaliato, senza concedersi, con lusinghe di
ogni tipo e lui c'è cascato come un pollo.
Facile per lei! Sempre agghindata coi suoi tailleur impeccabili,
indossati con scarpe dai tacchi vertiginosi e le camicette in voile di seta
abilmente lasciate aperte in un gioco di vedo non vedo sul florido seno.
Mica tutto suo, eh! Sono certissima che abbia fatto ricorso a un
aiutino chirurgico, ma tanto gli uomini sono scemi e non sanno distinguere o
apprezzare la roba buona e genuina. Badano più alla forma che alla sostanza!
È facile per lei esser sempre impeccabile! Non deve stare ore
accanto ai forni!
Non sa cosa sia sudare e grondare come un cespo di lattuga
lavata.
Oh sì… certo! Io realizzo creazioni con le mani come pochi
altri, ma cosa vuoi che interessi a Eddy di me? A lui e a sua madre, che tiene
i cordoni della borsa, importa solo che la brigata funzioni, che tutto fili per
il meglio e che l'incasso sia in continuo aumento.
Mirano alla terza stella e la sua conquista passa, purtroppo,
per le nostre mani e il nostro sudore.
Non avete idea della pressione inaudita cui siamo sottoposti noi
quindici schiavi.
E il merito, nonché la fama, se li prende lo stronzo.
Solo chi è nel settore è al corrente, per esempio, che lo chef
de partie pâtissier, qui al Carlton, sia io!
È un incarico importante e di responsabilità ricoperto da poche
donne, a tutt’oggi.
Prenditi
pure la gloria, caro Chef, tanto io accumulo credibilità e riconoscimenti tra
chi sa!
Tutto ruota attorno alla perfezione nelle cucine del Carlton.
Non possiamo permetterci passi falsi né il minimo spreco di
materiali.
Certo, se qualcosa va male occorre rifare tutto, e a loro nulla
sfugge.
Quella strega di mammina si accorge persino se manca un plateau
di uova!
Che poi, che sarà mai? Una manciata di sterline…
Ma come farà? Registra tutto? Oppure tira a indovinare?
Però ci sono anche momenti sublimi. Rari…
Quanto mi piace quando lui mi convoca nel suo studio e ci
mettiamo a progettare nuovi dolci, organizzando un food tasting.
È un momento felice… per
me, di sicuro!
La cosa succede in media ogni trimestre: Chef Cullen ed io che,
gomito a gomito, discutiamo, disegniamo strutture e inventiamo decorazioni,
pensando a come fare in modo che i dessert siano il piatto finale che renderà
indimenticabile ai clienti questo ristorante, invogliandoli a tornare con
assiduità.
Dovete sapere che il dessert è l'ultima portata che viene
servita e, quando è realizzato divinamente, è la prima cosa di cui ci si
ricorda quando si giudica un ristorante.
“Se volete fidelizzare la clientela, puntate sulla carta dei
dolci”.
Questo è il dogma che ci hanno insegnato per primo al Cordon
Bleu!
In quelle ore di progettazione, che passiamo a discutere o a
sperimentare nuove glasse, studiamo tecniche raffinate di lavorazione o nuovi
abbinamenti di sapori con frutti esotici.
Avviene così che mi dimentico di tutte le angherie che subisco
durante le ore infernali del servizio e fantastico sulle sue belle mani, dio...
ha dita così lunghe e affusolate...
So io dove vorrei che le mettesse quelle dita!
E la voce? Già, perché quando non sbraita e urla i peggiori
improperi per spronarci o insultarci, ha un tono suadente, caldo e avvolgente
come una musica dolce e ammaliante che culla le mie orecchie. Lo ascolterei per
ore.
✯✯✯✯✯
Tempo fa mi è capitato di attardarmi alla fine del turno serale
e casualmente ho scoperto che suona il pianoforte.
Mi ero fermata per perfezionare una nuova ricetta e una melodia
triste e malinconica si è diffusa nell'aria sino alle cucine.
Sono sgattaiolata fuori e mi sono spinta sino al salone dei
ricevimenti importanti, seguendo l’eco della musica.
Sbirciai attraverso la pesante tenda di pregiato broccato,
trattenuta da un cordone allo stipite.
Eddy era lì, seduto al pianoforte.
La camicia sbottonata per metà sul petto ricoperto da una
leggera peluria biondo scuro, le maniche arrotolate sino al gomito. Le lunghe
gambe, fasciate in jeans neri, si muovevano appena sulla pedaliera e quelle sue
mani bellissime scorrevano lievi e sicure sulla tastiera del lucido e nero
piano a coda. Canticchiava sottovoce.
Sebbene stessi trattenendo il fiato per lo stupore e la
sorpresa, mi dev'essere partito un sospiro e lui se n'è accorto. Si è alzato e
mi è venuto incontro.
Senza dire una parola per chiedermi se ne volessi, mi ha servito
un bicchiere di scotch e stringendomi una mano mi ha invitato a prendere posto
accanto a lui sullo sgabello. Tutto è successo in un attimo.
A malapena sono riuscita a posare il bicchiere, senza
rovesciarlo, accanto al leggio.
Lui ha attaccato con un accordo che mi ha rimbalzato indietro
nel tempo, agli anni della mia gioventù.
Le mie dita si sono mescolate alle sue e abbiamo suonato un
pezzo a quattro mani.
Non ringrazierò mai abbastanza mia madre Renée e la sua
ambizione di farmi studiare pianoforte.
Ho frequentato lezioni di musica sino al termine della high
school, ed ero anche bravina. Posso dire che me la cavo anche adesso, sebbene
mi manchi un po' di esercizio.
Al termine di quel brano, una delle struggenti Gymnopédie di
Satie, mi ha ringraziato sfiorandomi la mano con un lieve bacio e il mio cuore
ha fatto le capriole perdendo più di un colpo.
Ma subito dopo eccolo ritornare serio e impassibile, anzi, mi ha
liquidato bruscamente e se n'è andato lasciandomi lì seduta, a fantasticare
sulla sua bella bocca incollata alla mia in un bacio languido e appassionato.
Al bacio seguiva molto altro, sfoderava l'artiglieria pesante e
mi riversava sul pianoforte, avevo le sue mani dappertutto, era bastato un
nulla per incendiarmi, e mi arrendevo al suo e mio piacere in un’estasi
crescente.
Gliel’ho visto fare così tante volte, ultimamente, con la sua
donna, che so come si muove e cosa fa attimo per attimo durante l’amplesso. So
che gli piace prenderla da dietro.
Ho visto il suo culo perfettamente scolpito e contratto nel
momento dell'orgasmo.
Sono una voyeur, ebbene sì.
Mi faccio del male ma quando li vedo rivolgersi cenni d’intesa e
intuisco che stanno per cominciare mi apposto, tanto va per le spicce e il
tutto non dura mai molto.
Troppo spesso la porta rimane aperta.
Credo di aver capito che è lei a lasciarla socchiusa.
È il suo modo per farci sapere che è suo.
Che fottutissima, fortunata troia!
Quella sera del pianoforte fu l'ingresso di mammina nel salone a
riportarmi alla realtà.
Me ne andai rossa in viso sotto il suo sguardo di
disapprovazione, come se avesse potuto leggermi nel pensiero.
Era così evidente quello che stavo pensando? Sono così
trasparente nel manifestare le mie emozioni?
Quella notte rientrai a casa tardissimo, cercando di non far
rumore per non svegliare Alice e Jasper. Non li volevo tra i piedi a ironizzare
sul mio stato confusionale.
E poi ero così in ebollizione per il solo fatto che mi avesse
sfiorato la pelle con quelle labbra… che ho avuto urgente bisogno di una doccia
per rimediare come potevo all’eccitazione che mi era rimasta in corpo.
Avete
presente quei giocattolini che vibrano? Fanno miracoli per le ragazze sole.
Se Alice si fosse alzata ero consapevole che avrebbe percepito
il mio turbamento e di sicuro avrebbe iniziato a ricamare sopra alla
storia.
Lei sostiene da un pezzo che Eddy non sia innamorato di Tania,
dice di essere convinta che lui la tenga per compiacere la madre… e che più di
una volta lo ha visto sbirciarmi di sottecchi attraverso i banchi della cucina.
Con sguardi inequivocabili, dice.
Ma
allora perché non si dichiara? Cosa lo trattiene? Io lavoro lì da più tempo
della stronza!
Che mantenga una relazione di facciata? Ma a che scopo?
Non
posso immaginare che abbia altri gusti! NO, non lui! Non ci crederei mai
nemmeno se lo vedessi coi miei occhi!
Tuttavia, in effetti, ora che ci penso, poche volte li ho visti
lasciare assieme il Carlton.
Lei, non appena la squadra dei camerieri ha sbrigato e
sparecchiato i tavoli e dopo che ha sorvegliato alla preparazione dei sacchi
per la lavanderia, se ne va con la sua Audi, sola e profumata come un mazzo di
rose.
Che si accontentino di qualche sveltina e basta?
Fossi in lei lo troverei umiliante!
A fine servizio lui sparisce nel suo studio, che è in pratica
una suite, dove come prima cosa immagino si faccia una doccia....
Mmmh,
Bells! Non devi pensarci. Stop. Niente fantasie su quella schiena che sembra
una portaerei!
Come lo so? Si intuisce! Ce l’ho davanti ogni santo giorno,
maledetto lui!
Lo stronzo si fa confezionare casacche attillate e modellate che
esaltano la perfetta struttura ossea e muscolare che si è creato con anni di
esercizi e lunghe nuotate.
Per nessun motivo rinuncia al suo allenamento quotidiano in un
vicino centro fitness. Un posto esclusivo dotato di piscina privata dove andrei
volentieri a rilassarmi anch’io.
Malauguratamente ha una quota d'iscrizione che non posso
permettermi e poi tutti i miei guadagni sono destinati al mio progetto futuro.
Un'ora buona dopo che Tania se n'è andata, tocca a noi lasciare
le cucine e l'unica cosa che sappiamo è che lui si reca all'allenamento.
Posso solo immaginare che, dopo, la raggiunga a casa. E che
magari cucini per lei un delizioso manicaretto prima di...
Basta! Censura! Non devo farmi del male così, gratuitamente.
Certo che faranno cose, e delle migliori. Per una volta in un
comodo letto piuttosto che di fretta su una scrivania.
Chi non le farebbe ancora, ancora e ancora con tutto quel ben di
dio a disposizione?
Certo che la figa di legno... ha un gran culo. In ogni
senso!
Comunque, cara Alice... sei un'illusa, amica mia.
Come può trovarmi attraente se ho i capelli sempre nascosti dal
cappello, legati e a ciocche scomposte?
Oppure ho la fronte e il naso lucidi, con tutto quel che sudo
imbustata nella divisa come un salame!
Quando mi cambio a fine turno, non c’è pericolo di incontrarlo.
Né mi vede arrivare la mattina, l’unico momento della giornata
in cui ho un aspetto fresco e riposato, inguainata in jeans attillati e top
minuscoli che coprono a malapena le mie forme. Il mio seno non è abbondante
quanto quello di Tania. Diciamo che è ben modellato, decisamente più piccolo ma
tutto naturale.
Non mi dispiace mostrare la mia figura, anche se posso farlo
solo nel tragitto casa-lavoro-casa. Porto tacchi vertiginosi per sentirmi donna
e compensare le ore che trascorro con quelle scarpacce, informi ma
insostituibili, che vesto in cucina. Oltre che anti-infortunistiche hanno
solette modellate per massaggiare il plantare del piede e far stancare il meno
possibile le gambe.
L'unico giorno libero settimanale che ho lo trascorro a spasso
per la città, in tenuta casual e comoda anche se curo scrupolosamente i
dettagli.
Capelli e trucco sempre impeccabili. E accessori
coordinati.
Mi piace camminare lungo il Tamigi, fermarmi in un pub per una
birra e un semplice spuntino, soprattutto in quelli lungo i Docklands dell’East
End, con le loro belle terrazze affacciate sulla riva destra del fiume.
Alice, la sera, insiste per andare a ballare, ma lei ha Jasper e
io... non ho più voglia di beccarmi il primo che incontro, sudaticcio e con
l'alito che puzza di birra e sigaretta.
L'unico
che piace a me è fuori portata. Devo farmene una ragione, ma è dura.
Così mi consolo con un vecchio film e una tazza di cioccolata
calda.
E magari faccio ricorso a uno dei miei giocattolini. Non c’è
niente da fare, i sex toys sono i migliori amici delle ragazze sole, non li
batte nessuno in quanto a discrezione.
Un po' di sano autoerotismo non può fare che del bene, in
assenza di altro.
E posso fantasticare di farlo con chi voglio.
Niente male come vita! Ma è quella che ho scelto di vivere, per
ora.
Chissà, magari un giorno...
✯✯✯✯✯
Sono arrivata in anticipo.
Passo davanti allo studio per andare nello spogliatoio e
involontariamente ascolto la voce di Chef Cullen. La porta è socchiusa ma, in
ogni caso, il tono che usa è talmente alto che si potrebbe udire tutto anche a
porta chiusa.
È al telefono e discute aspramente. Credo stia litigando con
Tania.
A chi altri potrebbe dire che non ce la fa più?
Che non è lei la donna della sua vita? Che le darà ottime
referenze e una cospicua buona uscita pur che se ne vada, e subito!
Deve trovarsi un altro impiego, e un nuovo fidanzato.
Lui ha già per le mani un nuovo maître, un uomo stavolta, che
prenderà servizio stasera stessa.
Argomenta che, ultimamente, giovani prestanti e di bell’aspetto
sono più richiesti di un bel paio di tette e un culo perfetto. Le clienti donne
sembrano gradire di più.
Resto di stucco. Ma allora tutto quel sesso? Era solo uno sfogo
di pulsioni esagerate? Uno scambio di piacere senza amore? Lo sospettavo, la
usava troppo come un oggetto sessuale. Avevo ragione a pensare che la volesse
volontariamente umiliare e sono sempre più convinta che non faccia parte del
suo carattere trattare in modo così strumentale una donna.
O piuttosto mi illudo che non sia così vile, cinico e
sprezzante.
O
voglio negare a me stessa che sia veramente così, perché sono un'inguaribile
romantica?
Se faccio conto su come si comporta durante i nostri briefing
non ho dubbi.
Quando abbassa la guardia ha un animo gentile e delicato.
Quella dello stronzo è una maschera che indossa ad uso e consumo
di noialtri subalterni.
E mammina? Cosa ne penserà della decisione di suo figlio?
Non ho mai ben capito se approvasse la relazione, non ha mai
dimostrato di esserne entusiasta ma di sicuro con Tania era più indulgente che
con noi.
Prevedo una giornata burrascosa.
Basta che poi Eddy non sfoghi la sua rabbia su noi poveri
dipendenti!
Sbatterà padelle a destra e a manca, sarà furioso. Fa sempre
così dopo che ha avuto una discussione con la genitrice.
E non avrà più a disposizione il suo sfogo erotico su cui
scaricare la tensione.
Ma stavolta basta!
Se di nuovo passerà il limite con noi, giuro che me ne vado.
Lo mollo nel bel mezzo del servizio, che termini lui i dessert
dopo che ha preparato le portate principali.
Sono disposta ad andarmene e lasciarlo nella merda.
Non posso più accettare che mi tratti male dopo tutto quello che
faccio per aiutarlo nella scalata alla terza stella.
Non posso permettermi il lusso di abbattermi, so quanto valgo e devo
puntare più in alto.
In effetti, una scappatoia a portata di mano già ce l'avrei.
Da qualche settimana sto maturando un progetto.
Anche se, ora che il campo è libero... potrei soprassedere e
vedere come si mettono le cose. Provare in qualche modo a farmi avanti, sempre
se quanto sostenuto da Alice corrisponda al vero.
Vedremo...
✯✯✯✯✯
In un giorno di pausa, dopo che mi ero spinta sino a Mayfair,
sono entrata in una meravigliosa pasticceria che espone in vetrina dolci di
ogni genere fatti a regola d'arte.
Mi sono seduta a un tavolino d'angolo e mi sono letteralmente
abbuffata di pasticcini, uno più bello e delizioso dell'altro.
Curiosa, ho chiesto alla giovane cameriera chi fosse l'artista
artefice di tanta bontà.
La ragazza ha chiamato qualcuno sul retro ed è uscita una vecchia
signora dai capelli candidi, con un viso dolce e sereno. Una figura imponente
che trasmetteva solidità e calma, con indosso una casacca piena di mostrine e
ricamata con molti nastri, attestanti tutti i riconoscimenti, anche
internazionali, ottenuti negli anni.
Con un sorriso rassicurante si è presentata come Esme,
porgendomi la mano destra consumata dal lavoro ma ben curata.
Un po’ impacciata mi sono fatta coraggio e ho indagato cercando
di non espormi troppo.
Dopo essermi complimentata per la sua maestria, ho chiesto
all'anziana pasticciera se non fosse stanca di lavorare; so fin troppo bene
quanto sia pesante il lavoro che c'è dietro delle creazioni così curate e
perfette. Le ho domandato di quanti collaboratori si avvalesse e lei ha
risposto di avere solo due aiutanti, uno addetto agli impasti e uno al
cioccolato.
Solo negli ultimi anni si è concessa pochi aiuti moderni, giusto
un'impastatrice e una sfogliatrice.
La maggior parte del lavoro lo svolge lei, con l’ausilio di
macchinari antiquati; ha ereditato l’arte e il locale dal padre, da tempo
deceduto, e lei non si è mai sposata.
Davanti a una tazza di tè speziato, perfetto con dolcetti delicatamente
profumati dall’uso misurato di varie spezie, mi confessa di aver dedicato la
sua vita a questo laboratorio, sacrificandogli affetti e amori.
Che è felice così, anche se è stanca e molto angosciata dal non
sapere chi, dopo di lei, si occuperà di questo posto cui è tanto affezionata.
Si vanta che qui il cioccolato viene ancora temperato a mano e i
gelati e i semifreddi hanno basi tutte naturali. Niente polveri o composti
preconfezionati. Un vero laboratorio artigianale.
Il mio sogno!
Anche se sono abituata a lavorare con molti aiuti meccanici,
soprattutto al Carlton dove Chef Cullen ha dotato la cucina di ogni diavoleria
possibile, non vuol dire che non sappia le basi della pasticceria e quanto
amore e fatica comporti lavorare a mano.
Ci siamo salutate con la promessa che sarei tornata a farle
visita, a patto che lei prendesse in considerazione di potermi dare un impiego.
Lavorerei volentieri al suo fianco e poi chissà... da cosa nasce
cosa, potrei col tempo pensare di subentrare al posto suo.
Se mi proponesse delle buone condizioni potrebbe ritirarsi ed io
avrei un bel locale già avviato per partire con la mia avventura.
Con Alice, se vorrà unirsi al mio folle progetto.
Perciò Eddy, sei avvisato.
Comportati bene perché altrimenti non solo dovrai istruire un
nuovo maître ma dovrai anche cercarti un pasticciere, se non due, nuovi di
zecca, su cui sfogare le tue frustrazioni.
Nonostante tutti questi pensieri ho proceduto con la linea della
giornata e mi sono portata avanti più che ho potuto con le preparazioni.
Stasera usciranno dalla cucina quattro nuove proposte tutte mie.
Sono elettrizzata.
Nel pomeriggio ho appuntamento con Edward per l’ultima sessione
di assaggio.
Sarà la prova della verità. Se tutto andrà bene spero di
ottenere il giusto riconoscimento delle mie indubbie capacità.
Potrebbe essere un primo decisivo passo verso la sua
capitolazione…
Ma con le premesse di stamattina... potrebbe essere un fiasco
totale.
Pazienta
Bells, chissà come evolverà la giornata.
Magari Tania verrà e gli farà una scenata. Chi può dirlo?
Non credo proprio che sia disposta a rinunciare a quel gran
pezzo di gnocco di Chef Cullen senza lottare nemmeno un po’.
Come può accontentarsi di essere liquidata per telefono?
Anche se fosse stata una relazione di facciata o poco
edificante, chi rinuncerebbe a uno così senza neanche provare a fargli cambiare
idea?
Certo che stronzo è stronzo... ma chi mi dice che anche lei non
abbia fatto la sua parte?
✯✯✯✯✯
Sono le 16. Ho lavorato sodo e le quattro nuove presentazioni
sono pronte, sontuosamente perfette.
Sono tutti dessert al cucchiaio, vere opere di architettura
culinaria, con sovrapposizioni di varie consistenze e una mescolanza di sapori
che ha dell’incredibile.
Entro timidamente nello studio trascinandomi dietro il carrello
con le campane refrigeranti, e lui sta uscendo dal bagno…
Ma che
ca…
Indossa solo un asciugamano stretto in vita e si strofina i
capelli, folti e rigogliosi, di quel caldo colore biondo-ramato scuro, con un
piccolo telo.
Il torace è ampio e scolpito, si vede che si allena molto.
Eppure non è eccessivo, anzi, ha un’eleganza innata.
L’asciugamano è come ancorato all’altezza dei fianchi, dai quali
parte una linea definita che converge in una V perfetta verso il centro, là in
basso...
Oddio,
povera me!
Gran bella accoglienza, Edward… e magari credi che ora riuscirò
a rimanere concentrata sul pezzo!
Ha la pelle che ancora luccica di goccioline.
Dioooo,
gliele leccherei tutte!
Profuma di legno di sandalo e bergamotto. Sono tra le mie
essenze preferite.
Del secondo ne ordino quintali per le mie ricette! E arriva
appositamente, per via aerea, dalla lontana Calabria.
Che faccio, gli salto addosso? Adesso è libero, posso farmi
sotto.
Magari mi dice bene e, se la teoria di Alice ha un fondamento,
potrei iniziare una relazione con lui.
Smettila
di vaneggiare, Bells!
Mi sorride sornione cogliendo il mio momento di involontario
impasse, avrà notato che lo sto guardando e che deglutisco a fatica, nervosa e
imbarazzata.
La voce non ne vuole sapere di uscire.
Balbetto frasi scomposte.
Mi invita a prendere posto su una sedia accanto alla sua. Mi
siedo composta e attendo. Ma lui non accenna a scoperchiare nemmeno una delle
campane.
E adesso? Le mie creazioni non possono attendere a lungo!
Si rovineranno tutte! Ma
chi se ne frega! Se non importa a lui…
Senza parlare mi si avvicina, mi stringe per le spalle e mi fa
alzare, annusa i miei capelli scostandoli dal collo. Il tocco dei suoi
polpastrelli è come un ferro rovente sulla mia pelle.
Mi incendio, prendo fuoco come un cespuglio arroventato dal sole
del deserto, che brucia per autocombustione.
Il mio sogno ricorrente si è materializzato in carne e ossa. Lo
posso toccare, è qui accanto a me, meraviglioso, caldo e... praticamente nudo!
Sono senza controllo e gli afferro la nuca avvicinandolo e
invitandolo ad annusarmi più a fondo.
E all'improvviso succede.
Sento le sue labbra che sfiorano e mi bagnano tutto il collo
scendendo sino alle clavicole. Una scia umida mi solletica e non so bene cosa
fare.
Vorrei stringerlo, ma cazzo, è quasi nudo!
Mi lascio andare… sono senza difese, non ho voglia di resistere.
Non ci penso proprio a respingerlo. Indugio con lo sguardo
sul suo corpo.
Intuisco, anzi no vedo proprio, un rigonfiamento eloquente all'altezza
dell'inguine. Oddio... lo sapevo... lo sapevo!
Ecco perché Tania si sottometteva con così tanta
devozione.
Chef Cullen è molto ben dotato e manifesta, malcelata, una
vigorosa erezione. Complimenti a mammina per l’ottimo lavoro! Onore al merito,
lei e daddy a quanto pare si sono applicati con dovizia di intenti, ai tempi.
Bravi! E… grazie!
In un attimo mi stringe tra le braccia, l'asciugamano scivola a
terra e... quanto vorrei ammirarlo in tutta la sua gloria.
Mi accontento di sentirlo, il che non mi dispiace affatto.
Preme contro di me con vigore e avverto un calore che mi
infiamma tutto il basso ventre.
Ho la sensazione che tutto stia precipitando, sono fradicia, se
mi dovesse sfiorare se ne accorgerà anche attraverso ‘sti pantalonacci e ci
farò la figura dell'infoiata.
Dio!... come sarebbe possibile resistere?
Poi... un dubbio mi attraversa la mente…e mi irrigidisco.
Non è che sul più bello arriverà qualcuno a rovinare tutto?
Sembra intuire il mio pensiero e mi tranquillizza con un cenno.
La porta stavolta è ben chiusa a chiave.
Quando lo ha fatto? Mica me ne sono accorta!
Comunque non mi dà il tempo di pensare ad altro perché abilmente
mi libera della casacca, slacciando tutti i bottoni. Sotto non porto altro che
un piccolo reggiseno di pizzo nero. Stavolta è il suo turno di ammirarmi.
Mi guarda con apprezzamento e inizia a far scendere anche i
pantaloni.
Infila una delle lunghe dita tra l'elastico del mio perizoma e
la mia pelle, oramai rovente. Anche quello scende e cade sul pavimento,
accartocciandosi come uno straccetto bagnato.
Poi mi toglie il reggiseno e si allontana un poco. Mormora frasi
che non capisco appieno, ma il suo sguardo compiaciuto è più che eloquente ed
esprime che gli sta piacendo quello che vede.
Inizia a toccarmi e con due dita scorre in basso e va
direttamente a stuzzicare il mio clitoride. Le fa scivolare avanti e indietro,
danzano tra le mie labbra che rivelano, da quanto sono bagnate, la misura del
mio desiderio.
Con la bocca intanto morde e succhia a turno i miei capezzoli
che si sono fatti turgidi e gonfi.
Quasi non riesco a respirare né a pensare.
Mi muovo come un automa, esploro il suo corpo per definirne i
tratti che conosco a memoria e affondo finalmente le mani nei suoi ribelli e
meravigliosi capelli, le passo su quella mandibola così maschia e
geometricamente scolpita, sposto le dita sulle spalle larghe e possenti, sento
i muscoli definiti ma non gonfi, le allungo sino ai lombi a sfiorare le due
fossette sul suo fondo schiena, che più volte ho avuto modo di ammirare.
Credo di impazzire...
Non sono mai stata molto pudica ma è pur sempre il mio capo, e a
parte quella volta che mi ha sfiorato la mano al pianoforte, tra di noi non c'è
mai stato nulla.
Né avrei mai potuto supporre che ci sarebbe stato.
Invece è tutto vero, lui ed io siamo qui, nudi e avvinghiati,
pronti a darci l’uno all'altra.
E al diavolo il carrello con le mie novità. Stasera procederemo
alla cieca.
Sono sicura delle mie creazioni e adesso ho altro di più
importante da fare.
Non
divagare Bells, pensa piuttosto a cosa puoi fargli...
Sulla base di quanto ho visto, dovrei conoscere i suoi gusti in
fatto di sesso almeno un pochino, e sono impaziente di farmi scopare e di
dargli piacere con la mia bocca, occupandomi, come credo di saper fare più che
bene, di quel magnifico esemplare di membro, accogliendolo tutto. Ho voglia di
assaggiarlo…
Vorrei succhiarglielo sino allo sfinimento, e se me lo consente
lo faccio di sicuro!
Lui evidentemente è dello stesso avviso perché mi prende una
ciocca di capelli e se l’avvolge al polso. Quindi mi guida piano la testa verso
il basso.
Quello che vedo mi piace e mi intimorisce al tempo stesso.
Riuscirò a prenderlo tutto? Sono sempre stata piuttosto brava a lavorare di
bocca ma sono un po' fuori esercizio. E temo il confronto con Tania.
È almeno un paio d'anni che non ho una relazione fissa e una
fellatio non è certo la cosa che faccio al primo venuto né al primo appuntamento,
ma con lui sento che sarà diverso.
Comunque comincio a leccarlo alla base, con le dita gli sfioro i
testicoli e lui emette un gemito di piacere. Sono sulla strada giusta.
Con la lingua percorro tutta la lunghezza del suo pene,
bagnandolo per bene per riuscire a scorrere meglio e inizio ad inghiottirlo.
Ha un buon sapore e non smetto di andare su e giù, ricordandomi
che respirare col naso aiuta ad attenuare il naturale riflesso di vomito,
soprattutto quando ci si ritrova alle prese con dimensioni così imponenti!
Mi muovo lentamente, poi aumento il ritmo e lui esplode.
Mi sussurra parole dolci, mi accarezza i capelli e le spalle.
Mi fa rallentare allontanandomi piano ma io non voglio fermarmi.
Voglio che impazzisca, voglio che perda il controllo.
Sono pronta ad accoglierlo, solo dopo sarà il suo turno di darmi
piacere.
E dovrà darsi parecchio da fare.
Viene a fiotti caldi e io non ne spreco nemmeno una goccia. Come
sa di buono! Chissà se beve succo d'ananas! Alice sostiene che sia portentoso
per rendere gradevole il sapore dello sperma.
Approfondirò, ma non ora… perché mi solleva appoggiandomi alla
sedia, e si inginocchia tra le mie cosce aperte.
Affonda e lecca avidamente i miei umori, la sua lingua calda mi
penetra e non riesco a trattenermi, lancio un grido di piacere.
Poi mi gira di schiena e mi fa appoggiare a pancia in giù sulla
scrivania.
Per quel che ne so è una delle posizioni che preferisce.
Mi tiene una delle sue grandi mani sul dorso e fa scivolare
l’altra sui miei glutei, dandomi leggeri schiaffetti. Non aspettavo altro.
Afferro il piano del mobile con le mani, pronta alle future
spinte e intanto allargo le gambe esponendo le mie curve.
Ho sempre saputo di avere un bel culo perciò gli mostro senza
vergogna le rotondità perfette delle mie natiche e anche qualcos'altro...
Lo sento mormorare che lo sapeva... che era sicuro che avessi il
più bel culo che abbia mai visto e inizia a toccarmi. Insinua due dita tra le
pieghe bagnate della mia vulva, che non aspetta altro, le affonda e le muove
con abilità sino a farmi gemere.
Col pollice intanto stimola il mio centro del piacere e vorrei
urlare, ma ho paura che qualcuno possa sentire.
Sono fradicia, pronta ad accoglierlo. Ansimando lo imploro di
non aspettare oltre.
La mia eccitazione mi fa contrarre dal desiderio. Anche lui è al
limite.
Sento il suo membro durissimo premere tra le mie cosce, si muove
nel solco umido, spinge e affonda dentro di me senza indugiare.
Mi penetra sino in fondo, è enorme, lo sento ovunque, caldo e
pulsante.
Le mie pareti si adattano e lo accolgono con spasmi di
gioia.
Adesso
sì che sto bene. Sono in paradiso. Ti prego, fa che non finisca... mai...
Si muove con colpi secchi e decisi, avanti e indietro, poi si
ferma come per ascoltare le mie contratture involontarie, e ricomincia ad
entrare e uscire con ritmo sempre più accelerato, quasi a volermi sfondare.
Quasi come se dovesse sfogare una rabbia incontenibile.
Ma non è violento. È più un modo per appropriarsi di me.
È così lungo... lo sento sino su, in alto.
Lo accolgo tutto, mi muovo assecondandolo, siamo una cosa
sola.
Ho ancora un briciolo di lucidità per pensare che è il miglior
sesso che abbia mai fatto, e con l'uomo che ho sempre desiderato.
Indimenticabile.
Pompa senza risparmiarsi fino a non avere più fiato, si ferma un
istante ma io non posso aspettare ancora e mi muovo sotto di lui roteando il
bacino sino a farlo impazzire.
Viene sussurrandomi parole dolci all'orecchio. E naturalmente
anch’io mi sciolgo in una dolce sensazione che mi inebria la mente.
Resto immobile, avverto la danza concitata che fanno i miei
muscoli pelvici e non vorrei lasciarlo andare. Ma lui esce da me e mi dà
leggeri baci sulla schiena.
Sento scivolare una colata calda lungo le mie cosce.
Sono felice di non aver mai smesso di prendere la pillola anche
se è da tempo che non ho rapporti. Il mio ciclo ballerino ha da sempre avuto
bisogno di un'aggiustatina ormonale, che in questo caso non può tornare che
utilissima.
Ma qualcosa disturba l’attimo.
Non c'è modo di assaporare in pieno l'immensa gioia che sto
vivendo.
Qualcuno sta bussando alla porta.
✯✯✯✯✯
Senza attendere risposta prova a girare la maniglia, che per
fortuna è chiusa a chiave.
Una voce nota lo chiama.
Edward impreca sussurrando. È Tania.
Raccatto l'intimo e la divisa e mi infilo nel bagno, sentendomi delusa
e incompleta.
Cosa penserebbe, quella, vedendomi in questo stato?
Mi ricompongo e mi rivesto a tempo di record, ma devo comunque
rimanere nascosta senza fare rumore.
Faccio conto sulla presenza di spirito di Eddy, sono sicura che
sarà capace di liquidarla in fretta. Anche se... oddio, basta guardarlo per
capire che...
Lo sbircio mentre si riavvolge l'asciugamano intorno alla vita e
si ravvia i capelli scomposti, che sembrano bagnati come dopo una doccia.
Almeno lui è credibile!
Ma, accidenti... c'è quel maledetto carrello con i dolci in
mezzo alla stanza!
Spinge anche quello nel bagno. Richiude la porta e inizia
l'attesa.
Tania non arriverebbe mai a sospettare, è troppo sicura di sé.
Entra e lo approccia con fare mellifluo.
Lo blandisce a parole, è sicura di recuperare il rapporto.
Sa come prenderlo. Lo ha tenuto a lungo sulla corda prima di
concedersi.
Ascolto lui risponderle freddamente. Poi non li sento più
parlare.
E intuisco tutto. Lei lo starà di sicuro toccando, magari lo
stimola attraverso l'asciugamano.
Immagino che glielo abbia preso in mano, non voglio pensare che
ci metta la bocca, lui glielo impedirebbe di sicuro.
Non può farglielo fare, non dopo essere appena uscito da dentro
di me.
Ma, del resto... privo di indumenti com’è, è troppo
esposto.
Lo sento negarsi, forse si ritrae arretrando perché odo il tonfo
di una sedia che cade a terra.
La schernisce con disprezzo, le dice di finirla, di stare al
proprio posto.
Che è inutile che si spogli. Non lo avrà mai più.
Non c'è più nulla da fare, deve rassegnarsi e farsene una
ragione.
Lei non è più la sua donna, non la vuole più.
La sua decisione è irrevocabile. La insulta pesantemente.
La disillude, afferma di non desiderarla più come un tempo.
Rincara la dose umiliandola, la ferisce urlandole che negli
ultimi tempi l'ha solo usata per soddisfare il proprio piacere.
Che è arrivato il momento di chiudere una storia infelice.
Non può più fingere amore per chi lo ha profondamente deluso e
offeso.
Non c’è più spazio per nessun sentimento, per lei prova solo
disprezzo e indifferenza.
Lo sapevo, ero certa che la trattasse con spregio.
Questa era la sensazione che mi era pervenuta, vedendoli scopare
nelle ultime settimane.
Come mai lei non si era accorta di quel malcelato svilimento
dell'atto sessuale?
Socchiudo la porta del bagno e lo vedo indicarle la strada, la
invita ad andarsene.
Rassegnata, almeno così sembra, Tania sta per varcare la soglia
quando lui pare avere un ripensamento.
La trattiene rudemente per un braccio.
La guarda fisso negli occhi, gelido e sprezzante, e lo sento
alludere a un certo Anthony, la esorta a raggiungerlo e a farsi consolare da
lui.
Lei sbianca e si copre il volto con le mani.
La sta accusando di essergli stata infedele.
Prima di lasciarla andare vuole che sappia che lui sa!
Allora era per quello!
Che povera stronza! Con un tale gioiello per le mani te la
facevi con un altro!
Con un fornitore per giunta!
Quel nome mi ricorda qualcuno, inquadro il tipo, è un rozzo
grossista di carne che la guarda sempre lascivo.
E mi spiego tutto, anche perché quell’animale si permetteva di
rivolgerle certe occhiate, come se avesse davanti una zoccola.
Ma che ti è passato per il cervello, povera cretina!
Eddy ti ha sempre trattata come una regina, con te non ha mai
avuto moti di stizza o di rabbia come con noi della brigata. E tu lo hai
ripagato in quel modo?
Adesso mi spiego tante cose. I suoi scatti d'ira, il nervosismo
palese.
Tania, dopo altre mille insistenze, è arrivata persino a
implorarlo piangendo, se ne va sbattendo la porta.
C'è stato un momento in cui avrei voluto uscire, svelarmi e
caricare la dose, mostrandole che sono io, adesso, al centro dei desideri del
suo ex fidanzato.
Ma non ho voluto infierire.
E poi... devo ancora appurare delle cose.
Se Edward stesse usando anche me? Magari come intermezzo?
✯✯✯✯✯
Esco dal bagno, ricomposta. Mi siedo accostando il carrello come
se nulla fosse successo, nella speranza che qualcosa sia rimasto intatto.
Lui è visibilmente provato dalla scenata. Deve aver fatto
ricorso a tutto il suo self control per non metterle le mani addosso.
Ci guardiamo per un attimo, poi lui si riveste.
I lineamenti si distendono, il respiro si attenua, e riprende la
sua aria a metà tra il burbero e il sornione.
Che gli passerà mai per la testa?
Prima di scoperchiare la prima campana mi afferra le mani, mi fa
alzare e cattura il mio sguardo imprigionandolo nei suoi occhi di smeraldo.
Sono così profondi e cristallini. Resterei incollata a guardarli
per ore.
Dicono tante cose quegli occhi, e penso che quello che
esprimono, prima che lui aggiunga delle parole, mi piace! Eccome se mi piace.
Non mi sbaglio e sento la sua voce profonda e grave dire che tra
noi è appena incominciata. Di aspettarlo a fine turno.
Andremo da lui per terminare quanto lasciato in sospeso, questo
non era che l’antipasto e non gli è bastato, vuole altro, molto di più.
Mi deve delle scuse e tante spiegazioni.
Mi confessa di avermi desiderata fin dal primo momento, quando
quattro anni fa mi presentai al colloquio per il posto.
Ma ha indugiato troppo, poi è arrivata Tania e il resto è noto.
È stanco di aspettare e vuole potermi amare alla luce del sole,
ora che finalmente ha trovato un valido pretesto per chiudere la sua storia con
Tania.
Ho il cuore che batte a mille.
Wow! che dichiarazione!
E chi se l'aspettava...
Bells,
datti un pizzicotto per sincerarti che sia tutto vero!
Eppure, nonostante la sua premessa, ho ancora la forza di
sfidarlo.
Gli dico che con me non potrà avere una storiella tappabuchi.
Se mi vuole dev'essere per sempre.
Che non mi accontento di una scopata e via. Io voglio tutto.
Ed esigo che d'ora in poi ci tratti tutti in modo più umano.
Basta scenate da primadonna. Se deve fare un appunto ci sono
mille modi per rivolgersi al personale senza offendere.
Accetta tutto senza riserve e, anzi, mi chiede scusa.
Mi spiega che troppe volte era furioso con Tania e sfogava su di
noi la sua rabbia. Sospettava da molti mesi che gli fosse infedele ma non ne ha
avuto la prova che da poche settimane.
Non vuole raccontarmi adesso i particolari, e io non so nemmeno
se voglio saperli.
Lo farà col tempo, se vorrà sfogarsi.
Mi racconta che due anni addietro, in un momento di gravi
difficoltà economiche del Carlton a causa di investimenti incauti di mammina,
la famiglia di Tania lo aiutò finanziariamente a rimettersi in piedi e lui da
allora si è sempre sentito in debito.
Mantenere due stelle è molto gravoso economicamente, e questo,
se permetti, caro Chef Cullen, lo avevo già intuito.
Lui comunque non sa nulla dei miei studi al MIT perché nel
curriculum non ne avevo fatto menzione.
Anche se la maggior parte dei costi è ripartita sul conto dei
clienti, mi spiega, le spese per essere sempre al top sono esorbitanti.
Adesso però, un'inaspettata eredità da parte di uno zio paterno
lo ha messo in una posizione di tranquillità. Ha potuto riscattare il suo
debito con i Miller, così da non avere più alcun vincolo, e mi chiede se vorrò
essere al suo fianco nel compimento dei suoi progetti futuri, che mirano tutti
al conferimento della terza stella.
È una ricompensa per la sua professione a cui tiene moltissimo.
L’ambizione quando si arriva al suo livello può essere saziata
solo dal raggiungimento di grandi traguardi.
Vede la strada davanti a sé spianata e più facile, ora che si è
liberato dal giogo di Tania.
Spera con tutto il cuore che io sia disposta a corrispondere, in
eguale misura, i suoi sentimenti per me.
Con me al suo fianco si sente forte e certo di raggiungere
l’agognata vetta in breve tempo.
Quasi non credo alle mie orecchie!
Quanto mi sta dicendo va ben oltre ogni mia più rosea
aspettativa. Posso guardare al futuro che ho sempre sognato.
I miei desideri si stanno avverando.
Posso finalmente amare l’uomo dei miei sogni.
Lavoreremo fianco a fianco.
Svilupperemo nuove strategie e realizzeremo imprese memorabili.
Insieme saremo imbattibili.
Ma ora non c'è tempo per festeggiare o dichiararsi.
Avremo molte notti per parlare mentre adesso abbiamo altro a cui
pensare.
Ammira le mie creazioni ormai quasi decomposte, fortuna che le
avevo fotografate, la linea per stasera è già pronta. Usciremo alla cieca, lui
ha piena fiducia in me.
Una nuova vita mi aspetta.
E un appuntamento irrinunciabile questa sera spazzerà via tutta
la stanchezza e la tensione di questa giornata.
Mi dà un bacio appassionato e infila come può le sue mani sotto
la mia casacca.
Mi accarezza la schiena e mi riaccendo all'istante.
Rispondo al suo bacio, le nostre lingue giocano esplorando ogni
angolo.
Lo assaporo con voluttà.
E a malincuore lo respingo, allontanandolo risoluta.
Calma, Eddy.
Io ti ho atteso quattro anni, tu puoi senz'altro resistere il
tempo di una cena!
✯✯✯✯✯
Non vedo l'ora di dirlo ad Alice e Jasper.
Cosa avranno colto della lite tra Edward e Tania?
Mi avranno cercata per commentare, chiedendosi dove mi fossi
rintanata?
Se, come penso e spero, Eddy mi chiederà di trasferirmi da lui,
saranno felici di avere finalmente la casa tutta per loro, e quanto alla nostra
attività in autonomia... si vedrà.
Magari al Carlton interesserà entrare nel mercato del banqueting.
Appena possibile selezionerò personalmente un nuovo chef de
partie in pasticceria, per avere più tempo da dedicare al mio Chef
personale.
Prima però ci sarà da lavorare duro.
Gli ho promesso una stella e può giurare che l’avrà.
Io sono una donna di parola.
*

Mi è piaciuta l'idea e adoro le storie tra cuochi! Ho trovato che in alcuni punti i concetti vengono ripetuti allungando il racconto facendo perdere il vero filo della storia.
RispondiEliminaAmmetto che ci sono rimasta un pò male nel vedere Bella cedere così facilmente. Da come era descritta all'inizio del racconto mi era sembrata molto tosta come ragazza ed ho immaginato che avrebbe dato del filo da torcere allo chef presuntuoso... ma nell'insieme mi è piaciuta tantissimo. Bellissima idea e veramente ben scritta! Grazie!!!
Mi è piaciuta molto l'idea di base ma non tanto come è stata sviluppata la storia. Troppi preamboli e troppe spiegazioni all'inizio, che arrivano fino a metà storia allungandola eccessivamente, ripetendo più volte gli stessi concetti e lasciando troppo poco posto alla storia vera e propria, che viene raccontata in maniera sbrigativa in una manciata di righe. La mancanza totale di dialoghi mi ha lasciata insoddisfatta, sembra più un riassunto che una narrazione. Inoltre (a mio avviso, ovviamente) la parte in cui Bella entra nello studio e Cullen l'accoglie con indosso solo l'asciugamano è inverosimile. Alla fine poi, Tania trova la porta chiusa a chiave ma nessuno l'aveva chiusa.
RispondiEliminaCmq, è scritta in maniera corretta e senza refusi. Grazie per aver condiviso con noi la tua storia
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RispondiEliminaChe botta...di freschezza!!! Bellissima, divertente e piena di passione!! ...Già, perché nella mia immaginazione il grande chef incazzato che sbatte pentole e rimprovera tutti, sessualmente frustrato e mortalmente offeso è...na goduria suprema!!!
RispondiEliminaBravissima! Ho goduto di ogni riga! (...però potevi fargli dare un calcio in culo a Tania!)
bella storia!... mi dispiace solo non ci fosse qualche pensiero di Edward!
RispondiEliminaè una mia opinione...ti faccio i miei complimenti! brava!
Bella storia!!! Mi è piaciuto come ti sei documentata su tutti i dettagli tecnici del mondo della cucina e come hai reso il pov Bella così introspettivo, rendendo scorrevole la quasi totale assenza di part dialogiche. Molto particolare anche la caratterizzazione dei personaggi, complimenti!!!
RispondiEliminaAleuname
E sì. Questo è 100% POV Bella. Peccato perché l'Edward pensiero poteva risultare interessante, ma forse lui era talmente preso dalle stelle che non ha avuto modo di avere voce in capitolo. Però apprezzo l'originalità (del resto come non potrei...). Non ho tovato Bella così stranamente cedevole, dopotutto ammette quasi subito di essere cotta dello chef e non si è lasciata sfuggire la prima occasione.
RispondiEliminaJo Tyler
Bella l'idea di ambientare il tutto tra cucina, fornelli e dolci (di cui sono amante -non di gola ma di mano) che ha reso la storia originale e interessante.
RispondiEliminaMi è piaciuta anche molto la descrizione dell'amicizia e della complicità tra le due ragazze.
Alcuni concetti anche secondo me sono stati ripetuti, ma nel complesso la storia scorre tranquillamente e prende nei momenti di passione.
Brava.
Decisamente originale nella totale assenza di dialoghi. Non credo sia facile far trasparire ciò che due persone voglio dirsi con un testo puramente descrittivo. Mi pare però che te la sia cavata bene. In alcuni passaggi si ripetono un po' troppo gli stessi concetti che allungano un po' il brodo (anche se aiutano comunque a farti un'idea più chiara delle dinamiche tra i personaggi) e per me, che sono una cuoca per modo di dire, leggere di tali capacità tra i fornelli... beh, ha fatto la differenza.
RispondiEliminaBrava... mi sei piaciuta...
Una storia molto originale! Inoltre mi è piaciuto moltissimo il modo in cui hai descritto, con precisione e competenza, la vita e i retroscena nelle cucine di un ristorante stellato. La tua Bella è un personaggio interessante, con i suoi sogni e desideri ma anche determinata e con i piedi per terra. Edward vive più come oggetto del desiderio di lei, che come personaggio a sé, ma a mio avviso questo è un elemento di originalità che non stona. Unica piccola critica, come altre ti hanno detto, la ripetizione dei concetti nella parte iniziale. E' come se tu avessi scritto per tre volte l'attacco di una canzone: ti aspetti che da lì la melodia salga e invece riparte sempre dallo stesso punto. In ogni caso una storia originale e molto godibile, quindi brava e ... complimenti allo Chef!!!!
RispondiEliminaPollice verso per questa storia che considero un attentato personale alla mia salute psicofisica.
RispondiEliminaMa volete capirlo che sono una tranquilla signora di mezza età un po’ sovrappeso e che un racconto come questo rischia di spedirmi in ospedale?
Prima di tutto mi si sventolano davanti al naso creazioni di pasticceria che stimolano le ghiandole salivali che manco un lama tibetano, roba che mentre leggevo sentivo gli aromi solleticarmi le narici e la papilla gustativa si agitava arrapata e senza soddisfazione alcuna. Seduta all’immaginario tavolo del Carlton vedevo veleggiare verso di me, novella Monsieur Arthens, carrelli sontuosi di prelibatezze dal gusto sublime e in casa non avevo niente di niente (gli unni che abitano sotto il mio tetto avevano spazzolato qualunque cosa avesse parvenza di dolce), neanche un miserabile biscottino al cioccolato, una madeleine, una semplice caramella gelee. Malasorte a te, crudele scrittrice.
Non contenta, l’autrice, che odia le babbione senza speranza, descrive il fighissimo chef, manzo da monta che si sbatte le bionde siliconate tra un manicaretto e l’altro e lancia padelle e improperi sugli indifesi e vilipesi dipendenti. Ed io, tapina, sono costretta a immaginarmi il sudore che scorre sulla pelle serica dello chef sotto la giacca attillata mentre il bicipite si gonfia nella gestione della padella. E non possiedo neppure i “giocattoli” che aiutano le signore/signorine solitarie; e il marito inconsapevole ed ignaro delle letterarie perversioni non può essere assalito a tradimento. Insisto, malasorte a te, inumana scrittrice.
Il resto è silenzio.
Ho trovato molto pesante seguire i pensieri di Bella all'inizio, anche un pò troppo ripetitivi e nonostante tutto, mi è mancato il nascere della storia tra di loro.
RispondiEliminaBella mi è sembrata troppo arrendevole... ma nel complesso mi è piaciuta.
Grazie
JB
Molto carina e scritta bene. Grazie di aver partecipato.
RispondiEliminaQuesta è stata la prima storia del contest che ho letto è l'ho trovata... deliziosa!
RispondiEliminaBel ritmo, gradita originalità, stile impeccabile e mi è piaciuto tantissimo il fatto che Edward non parla mai ma hai saputo rendere benissimo il suo personaggio - con discorsi annessi - solo dal pensiero di Bella, e non è affatto facile. E che Edward! L'ho trovato super HOT, soprattutto quando me lo sono immaginato ad incazzarsi in cucina!
Mi hanno incuriosito i piatti e mi sono lasciata trasportare subito nell'ambiente da te immaginato e descritto con gran facilità e con la voglia di vedere cosa succedeva.
Molto carina! Tanto per accostare la tua storia al cibo, ti dico che me la so magnata con gran gusto!
Bravissima!
Sparv
Una storia molto carina, mi piace approfondire l'ambito nel quale la storia si sta muovendo e del quale ignoro le dinamiche (la cucina in questo caso, con tutti gli annessi e connessi). Però forse qui l'inizio è stato un po' troppo dettagliato. Originale l'idea di non inserire discorsi diretti ma così non sono riuscita ad entrare nel vivo della storia e in alcuni punti non sono riuscita a capire se determinate cose fossero pensieri o fossero state dette ad alta voce. Nel complesso comunque mi ha appassionata quindi brava! Grazie per aver condiviso la tua storia :)
RispondiEliminaMi è piaciuta la storia, anche se in alcuni punti mi sarei prolungata un po' di più.
RispondiEliminaMa per il resto sei stata bravissima e quando sono arrivata alla fine ho pensato " qui mi piacerebbe leggere un epilogo".
Una storia dolce, delicata, scorrevole, deliziosa, ben scritta. Unico aspetto di cui non ho goduto come le altre è quello della cucina. Non me ne vogliate, ma è proprio un ambito in cui non mi muovo con scioltezza e che un pochino (ma solo pochino) mi annoia. Per il resto bravissima.
RispondiEliminaE comunque Bella la capisco al 100%.
Bella e originale. In alcuni punti ho pensato che fosse un tantino ripetitiva, ma la lettura è comunque andata avanti sciolta e veloce. Volevo complimentarmi in particolare per la cura nella descrizione delle pietanze e della vita all'interno di una cucina stellata (non so se si dica così, passamela), anche se solitamente non apprezzo particolarmente le descrizioni minuziose. La descrizione di Edward che si scopa Tanya a ogni pausa possibile è allo stesso tempo eccitante (immaginarlo culo all'aria, sudato e scarmigliato farebbe infartare chiunque) e inverosimile (possibile che quella porta sia sempre, sempre, sempre aperta? Mammina non passa mai da quella parte?). Io amo i pezzi narrati però non disdegno i discorsi diretti che mi sono un po' mancati nella tua storia.
RispondiEliminaComplimenti.
p.s. neanche a dirlo non ho idea di chi tu sia... sono pessima in questo gioco :(
La prima parte mi è piaciuta, poi hai messo cose inverosimili, infine hai chiuso in poche parole. Sinceramente sono rimasta delusa. I due che scopano con la porta sempre aperta è assurdo. Bella dice che Tanya si lasciava usare da Edward, ma lei ha fatto la stessa identica cosa quando se lo è trovato davanti in asciugamano. Anche che lui compaia con solo un asciugamano è assurdo e che abbia aspettato anni a dichiararsi. Non dimentichiamo che nel frattempo si faceva un'altra!
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