lunedì 5 settembre 2016

TI REGALERO' UNA STELLA


LOGLINE: Bella, non paga di lottare per affermare se stessa in un ambiente sessista e maschilista, si innamora del suo capo, famoso chef stellato che non è solo bravissimo, ma bello da mozzare il fiato e stronzo.

SINOSSI: Perché lavorare duramente se poi gli onori se li prende qualcun altro?
Bella occupa una posizione di rilievo nelle cucine di un ristorante pluristellato, al cui comando c’è Chef Cullen, tanto bello quanto stronzo. E, sin da quando ha scelto questa professione, sa che le gerarchie in quell’ambiente sono insormontabili.
È destino che si innamori di lui, nonostante tutto… ma Edward non è dello stesso avviso.
Non può nemmeno sperare di prenderlo per la gola. A lui interessano solo le stelle, e ce ne metterà di tempo per capire che solo lei ha in mano la chiave per aprirgli l’ultima porta del firmamento e consentirgli di raggiungere la vetta. Dove ad attenderlo ci sono l’ultima stella e un nuovo intenso amore.

GENERE: Commedia/erotico
  
RATING: Rosso





Io sono Bella. Bella Swan.
Sono americana di nascita, ma mi piace girare il mondo.
Da quattro anni lavoro al Carlton, prestigioso hotel di Londra con annesso ristorante di lusso, con due stelle Michelin al suo attivo nel palmarès mondiale. 
Sono chef de partie pâtissier in carico nella sezione dolci delle sue rinomate cucine. Sotto di me ho due sous chef, Mike e Jessica, e un aiutante generico, il giovane ma volenteroso Jacob, di sangue misto indiano.
Il capo supremo del ristorante è Chef Cullen, che risponde al nome di Edward o, più brevemente, come lo chiama mammina, Eddy. Stimato detentore delle meritate stelle.
Uno che si è fatto da solo, iniziando dal basso e progredendo fino ad entrare nell’associazione dei Jeunes Restaurateurs d’Europe. Anticamera del più ambito riconoscimento della categoria, ovvero le stelle Michelin.
Uno stronzo patentato, tanto figo quanto bravo, accidenti a lui.
La maggior parte degli chef al suo livello non sono da annoverarsi tra i belli, anche se giovani. Normalmente hanno pance adipose o, per contro, sono secchi come acciughe… con un’aria malaticcia e malsana.
Chef Cullen fa eccezione, e ne ha piena consapevolezza.  
Le stelle non te le regalano un tot al chilo, e lui lavora con coscienza e dedizione, ha molta creatività ed è un vulcano di idee.
Ogni piatto che esce dalle cucine reca la sua firma anche se… quelli su cui effettivamente lavora sono le portate principali.
Ha una mano fatata nel realizzare esclusive prelibatezze con carni e pesci.
Non sbaglia mai una cottura.
Per quanto riguarda la presentazione del piatto poi… è un vero artista!
I suoi sono capolavori che è un peccato distruggere.
Fortuna che tiene un archivio fotografico di tutte le sue ‘creature’.
Nel suo studio ha decine di quadernoni dove registra dettagliatamente ingredienti, modi di cottura, disegni e bozze delle sue stravaganti idee.
È meticoloso e dedito al suo lavoro ma non si può dire che abbia una vita eccezionale al di fuori di esso. A parte la cura quasi ossessiva della sua forma fisica.
Questo mestiere ti assorbe e ti consuma sino al midollo, lasciando poco spazio al divertimento e allo svago.
È una vita di sacrifici ben remunerati economicamente, peccato che non resti molto tempo da utilizzare al meglio per godersi la fortuna che si accumula.
Però, almeno, non mi sembra uno di quelli che si aiutano con la droga per stare al passo, al limite si fa uno scotch della sua riserva privata.
Cosa vuoi che sia per lui stappare ogni tanto una bottiglia speciale di pregiati whisky scozzesi del costo di mille sterline?
Il locale, com’è ovvio che sia, ha una cantina che contiene centinaia di etichette pregiate, della quale si occupa uno dei migliori sommelier del mondo, Emmett McCarty, un colosso simpaticissimo e grande amico del capo.

Com’è illogico che sia, amo Chef Cullen, segretamente, dal primo momento che l'ho visto.
E come potrebbe essere altrimenti se è l’uomo col fisico più maestosamente imponente e bello, perfettamente definito e scolpito che abbia mai visto!
Un viso d’angelo e maschio allo stesso tempo… capelli folti e indomabili, occhi chiari limpidi e profondi che ti trapassano anche mentre urla rabbioso.
Nessuna ragazza sana di mente e con ovaie fertili potrebbe rimanere insensibile al suo fascino. Ma i rapporti sul luogo di lavoro, soprattutto se vuoi mantenertelo, si sa che sono da evitare.
Ad ogni modo non è questo il mio caso, dato che… ehmm, è lui che evita me, anzi è il caso di dire che non mi vede proprio per quella che sono come donna, tranne che per mettermi sotto pressione sul lavoro!
A lui piacciono algide e altezzose, quel genere di perfettine bionde slavate. Tutto il contrario di me, che ho lunghi capelli castani, altezza nella media, occhi color cioccolato con pagliuzze dorate.
Per circa trecento giorni all’anno lavora duramente, va in palestra e se la prende con noi poveri cristi. Ci ha scambiati per il suo punching ball.
Stamani vaga per la cucina con un umore più nero del carbone, tanto per cambiare!
Ci controlla, verifica, contesta di tutto. All’improvviso siamo diventati una massa di incapaci.
Come se non bastasse la sua cara mammina supervisiona a che tutto proceda per il meglio, sorvegliando il personale con un cipiglio da mastino, contando e pesando ogni cosa arrivi nelle cucine, anche se per quel compito c'è un executive chef dedicato.
Va persino a sbirciare nei secchi dei rifiuti, è ossessionata dagli sprechi che possono intaccare il margine di guadagno, che deve rimanere il più elevato possibile in rapporto al prezzo esorbitante, com’è ovvio che sia, pagato dai clienti, e al costo delle materie prime. Che grandissima rompicoglioni! 
Oggi non è proprio giornata e mi scappa un commento a voce alta, che naturalmente colgono in molti, ma non lui, per mia fortuna. 
-Accidenti a lui, quanto lo odio! Lui, lui, lui e ancora lui. Eppure nella brigata di cucina siamo in quindici… e tutti lavoriamo almeno il doppio di te, caro Chef Cullen!
Maledetto egocentrico egoista che non è altro. Gliele farei vedere io le stelle!
Si permette di arrivare a ficcanasare e contestare quando manca mezz'ora al servizio. Ma chi cazzo si crede di essere? -
Se non fosse per noi tutti, che sputiamo sangue dalla mattina a notte inoltrata, saresti nella merda, bello.   
-Calmati, Bella. Tanto non cambierà mai nulla, a meno che non sia tu a cercarti un altro lavoro. – tenta di rabbonirmi Alice, sortendo l'effetto contrario. 
La guardo sbigottita. La cucina è tutta la mia vita e lei lo sa, visto che la nostra amicizia risale agli anni della scuola del Cordon Bleu, che abbiamo frequentato assieme a Parigi.
È lì che ci siamo conosciute sei anni fa, mese più mese meno, e da allora abbiamo lavorato cercando di farci assumere in coppia in vari ristoranti sparsi nel mondo.
Brevi incarichi, sempre in viaggio, alla continua ricerca di un ingaggio migliore del precedente. Per accumulare esperienza e crescere sempre di più.
Due vagabonde amiche per la pelle.
Una coppia di randagie per le quali la cucina è tutto, o quasi.
Lei almeno ha trovato l'amore della sua vita, ha conosciuto Jasper a Tokio e da allora non si sono più lasciati.
Io ho avuto alcune relazioni instabili e occasionali ma ho capito che in fondo non sono il tipo da una botta e via.
Per sistemarmi dovrei fermarmi e non sono ancora pronta.
Però qui a Londra ci sto bene.
Adoro questa città multietnica. Il self control dei suoi abitanti. Il clima non è dei migliori, ma tanto chi se lo godrebbe se sto la maggior parte del mio tempo rintanata in cucina?
 - Non intendo dire che devi smettere di fare la chef, ma dovresti lasciare questo posto in cui non sei considerata per quello che vali. -
-Tsè, te lo immagini Chef Eddy? Come farebbe senza di te e me alla linea dei dolci? Non penserai che quel fantoccio di Mike o quella mezza svitata di Jessica siano in grado di gestire la pasticceria da soli. Lui non sa allacciarsi nemmeno il grembiule da solo! E lei... ho il sospetto che tiri di coca di tanto in tanto. Non mi piace per niente la gente che frequenta fuori di qui. 
Non potrebbe neanche contare sulla collaborazione di Jacob. Quel poveraccio fa già da tappabuchi dove e quando serve una pezza. –

Mi rendo conto che oggi mi lamento senza sosta, sono irritabile più del dovuto e la tensione perché tutto proceda per il verso giusto è palpabile.
Sono in piena crisi pre-mestruale. Il che non aiuta!
Qui al Carlton ogni preparazione deve essere perfetta. Calibrata. Dosata.
E la presentazione, poi! Ogni piatto deve essere uguale all'altro anche se dobbiamo far fronte a sessanta coperti ogni sera. 
Il mezzogiorno c'è un menù semplificato e lì possiamo mettere il pilota automatico.
Ma la sera... se ci va male e becchiamo la serie di clienti tignosi che non scelgono il menù suggerito con discrezione dalla maître de salle, è quasi certo che ci toccherà provvedere al servizio di cinque diverse tipologie di dolci per un solo tavolo, che debbono uscire tutti contemporaneamente e avere un aspetto indimenticabile, oltre al sapore soprannaturale, ovviamente! 
Ecco, ho appena citato il terzo problema di questo posto del diavolo: è lei, Tania Miller, che sovrintende con aria da regina alla sala e raccoglie tutte le comande. 
Certe sere, giusto per farci dispetto, ho la certezza che piloti le scelte dei clienti e faccia apposta a far ordinare dessert tutti diversi a uno stesso tavolo da quattro o da sei.
Quando capita, vuol dire che tutti e quattro, Jacob compreso, siamo costretti alla rifinitura di un dolce differente e in contemporanea. Bastarda! 
La tipa è anche la donna di Edward. E si fa sbattere da lui senza mai dire di no.
Sarà per questo che mi sta antipatica?
Ma adesso non ho tempo per pensare a lei. 
Mamma mia, quanto sono in ritardo.
La rabbia che provo per quello smidollato del mio capo non può distrarmi a tal punto. Non sarò mai pronta per il servizio di stasera.
Coraggio Bells, metti da parte il rancore e dacci sotto. C'è da temperare il cioccolato, preparare la dacquoise e fare le creme per farcire gli éclairs.   

Però, forse Alice ha ragione, avrei tanto bisogno di prendermi una pausa.
Sono anni che lavoro a testa bassa e do tutta me stessa. Non so nemmeno più cosa sia una vacanza. Come vorrei potermi stendere su una distesa di sabbia bianchissima e crogiolarmi al sole senza avere scadenze né timer che risuonano sino a spaccarmi il cervello.
E subito, al pensiero di quella scena paradisiaca, sogno ad occhi aperti e avverto le sue mani, quelle magnifiche e lunghe dita che sfiorano la mia schiena nel mettermi un velo di crema solare… pazza idea.
Non so da quanto tempo non prendo in mano un libro.
Quando l'ultimo cliente ha smesso di affondare il cucchiaio in uno dei miei trionfali dessert sono così morta che a malapena mi trascino a casa.
Il tempo di farmi una doccia e crollo sul letto coi capelli ancora umidi. Tanto per chi dovrei farmi bella? 
Nel frattempo il mio orologio biologico corre. I prossimi saranno trenta e sono ancora qui a fantasticare su una relazione impossibile con l'uomo più bello del mondo, senza la concentrazione necessaria per mettermi a cercare qualcun altro di valido con cui iniziare una storia. 
Ma a chi la voglio raccontare? Cercare chi? Non me ne va bene uno che sia uno. Vedo solo lui...  
E ci credo! Chi potrei trovare di così perfetto, con quel corpo statuario, quella voce, quelle mani, quelle gambe lunghissime, semplicemente l’incarnazione di un dio in terra e per giunta muscoloso al punto giusto.
È che ce l’ho spesso davanti, questo spettacolo meraviglioso, se appena alzo gli occhi dal mio banco di lavoro lo vedo, anche se solo di spalle o di profilo, attraverso gli scaffali che ci dividono.
Gli difetta solo la gentilezza. È scontroso, antipatico e stronzo come pochi.
Il tatto non sa nemmeno cosa sia.
L'unica cui sono risparmiate scenate e contro la quale non inveisce mai, anzi si comporta come uno zuccherino al limite dello stomachevole, è la sua Tania.
Da qualche tempo, non appena gli è possibile, si apparta con lei nel suo studio.
Beata lei che si gode cotanto stallone. 
Se la fotte senza remore di essere udito. Da quel che si può capire passando accanto alla porta chiusa ci dà dentro da matti. E quella mezza mummia se lo prende tutto. Potessi farlo io!  

✯✯✯✯✯

Ero conscia, quando iniziai i corsi della più prestigiosa scuola di cucina al mondo, che, una volta diplomata, avrei fatto una vita di merda.
Ma non volevo buttarmi nel mondo della finanza, seguendo la logica e i desideri della mia famiglia, visto il master in economia gestionale conseguito al MIT di Cambridge, MA. 
È stata una scelta ponderata la mia, sapevo dentro di me che cucinare sarebbe stato tutta la mia vita.
So di aver deluso i miei genitori ma quando mi hanno visto comunque felice, pur sopportando orari massacranti e relazioni sociali pari a zero, se ne sono fatti una ragione. 
Ad ogni modo gli studi di economia mi torneranno utili nella gestione manageriale del mio futuro.
Per il momento devo lavorare duro, almeno fino a quando non sarò in grado di essere autonoma e realizzare il mio sogno.
Tanto qui non c'è trippa per gatti, cara Bells.
Lui è off limits. Proprietà privata di quella ex figa di legno che scommetto si fa persino sodomizzare pur di tenerselo stretto. L'altro giorno l'ho vista trafficare in bagno, riponeva nella trousse una boccetta di olio lenitivo.
Ho una vaga idea di come lo abbia usato.  

La cucina è tutto il mio mondo e perfezionarmi sempre di più nei dessert è quello che voglio e mi piace fare. Adoro impastare, lavorare di spatola, decorare.
Modellare sotto le mani sculture di cioccolato che lasciano i clienti a bocca aperta, quasi dispiaciuti di distruggere con un colpo di cucchiaio le mie opere d'arte culinarie. Qui sono cresciuta molto a livello professionale, in un ruolo solitamente occupato da chef maschi, lo stipendio è ottimo e quando me ne andrò avrò credenziali in grado di spalancarmi qualsiasi porta. Mi sto ritagliando il mio spazio in un ambiente caratterizzato da gerarchie consolidate e maschiliste.
Sono la regina del sac à poche.
Ahahhahhahh! Che grande soddisfazione! 
Devo stringere i denti, sopportare e perseguire il mio scopo; sto mettendo da parte la cifra necessaria per aprire una piccola boutique del dolce tutta mia.
Divido le spese di affitto di casa con Alice e Jasper e non spendo molto per me stessa. Come potrei con una vita sociale pari a zero? 
Ho in mente un posto esclusivo dove creare e vendere dolcezze uniche.
Avrò orari altrettanto massacranti ma finalmente non dovrò più sottostare alle bizze di un capo genialoidebellodaimpazziremastronzo.
Alice sarà al mio fianco e Jasper con lei. È già stabilito che a lui spetterà la sezione salati. Avremo un nostro servizio di catering. Faremo faville! 
Anche la location è decisa. Ci piacerebbe rimanere nella vecchia Europa.
Gli States non sono adatti al nostro target, gli europei è fuor di dubbio che hanno gusti più raffinati, ma qui a Londra gli affitti dei locali sono inarrivabili, per ora.

Devo smetterla di sognare! Accidenti a me, guarda che ho combinato.
Lo sapevo, lo sapevo! Che disastro!
Sono riuscita a far impazzire la crema pasticciera.
Un errore da principiante!
Dove cazzo avevo la testa? 
Lo so io dove vorrei averla... bisbiglio a bassa voce.
Se se ne dovesse accorgere Chef Cullen sarei fritta.
Sbraiterebbe con così tanta veemenza sino ad attirare la curiosità di quella strega di mammina. Che non perderebbe l’occasione per rincarare la dose.
Fortuna che posso rimediare prima che lui torni operativo.
Per ora è occupato e ho un certo margine di tempo.
Poco fa, andando nell'anticella a prendere della panna e dei frutti della passione, l'ho beccato a scoparsi la sua bella.
Aveva lasciato la porta socchiusa. Lo avrà fatto apposta?
Lei stava in ginocchio davanti alle sue gambe larghe e divaricate. Lui pompava nella sua bocca con furia inaudita.
Purtroppo la testa di lei copriva tutto quello che di interessante c'era da vedere e me ne sono andata disgustata. Forse mi ha visto... e chi se ne frega.
Non sembrava in estasi però. Mi è parso che lo facesse come un automa.
Non sai cosa ti perdi, bello... sono sicura che saprei fare di meglio!  

✯✯✯✯✯

Di una cosa, qui al Carlton, nessuno della brigata può lamentarsi: la paga è buona perché lo stronzo è furbo e sa valutare i suoi collaboratori per tenerli legati a sopportare le sue mattane. Non lesina sul salario, ricompensando adeguatamente i nostri sforzi. 
Se solo fosse meno attraente... perché proprio lui doveva avere un tale dono di natura? È di una bellezza spiazzante che mi lascia a bocca aperta ogni volta che lo osservo. 
Mi scatena fantasie bollenti che rischiano di distrarmi e per non combinare guai seri mi tocca correre in bagno a mettere i polsi sotto il getto dell'acqua gelata.

Eddy, come è naturale che sia per un trentacinquenne scapolo e attraente, è molto attivo sessualmente.
Almeno questo è quello che dà a vedere qui sul luogo di lavoro.
Hai scelto la persona sbagliata, ma vabbè. Parere personale e di parte…
Da un triennio ha una relazione con la maître di sala, quell'algida spilungona di Tania, bionda e slanciata, che noi della brigata avevamo amorevolmente soprannominato, per l'appunto, figa di legno. 
All'inizio lo ha ammaliato, senza concedersi, con lusinghe di ogni tipo e lui c'è cascato come un pollo.
Facile per lei! Sempre agghindata coi suoi tailleur impeccabili, indossati con scarpe dai tacchi vertiginosi e le camicette in voile di seta abilmente lasciate aperte in un gioco di vedo non vedo sul florido seno.
Mica tutto suo, eh! Sono certissima che abbia fatto ricorso a un aiutino chirurgico, ma tanto gli uomini sono scemi e non sanno distinguere o apprezzare la roba buona e genuina. Badano più alla forma che alla sostanza! 
È facile per lei esser sempre impeccabile! Non deve stare ore accanto ai forni!
Non sa cosa sia sudare e grondare come un cespo di lattuga lavata. 
Oh sì… certo! Io realizzo creazioni con le mani come pochi altri, ma cosa vuoi che interessi a Eddy di me? A lui e a sua madre, che tiene i cordoni della borsa, importa solo che la brigata funzioni, che tutto fili per il meglio e che l'incasso sia in continuo aumento.
Mirano alla terza stella e la sua conquista passa, purtroppo, per le nostre mani e il nostro sudore.
Non avete idea della pressione inaudita cui siamo sottoposti noi quindici schiavi.
E il merito, nonché la fama, se li prende lo stronzo.
Solo chi è nel settore è al corrente, per esempio, che lo chef de partie pâtissier, qui al Carlton, sia io!
È un incarico importante e di responsabilità ricoperto da poche donne, a tutt’oggi.
Prenditi pure la gloria, caro Chef, tanto io accumulo credibilità e riconoscimenti tra chi sa!

Tutto ruota attorno alla perfezione nelle cucine del Carlton. 
Non possiamo permetterci passi falsi né il minimo spreco di materiali.
Certo, se qualcosa va male occorre rifare tutto, e a loro nulla sfugge. 
Quella strega di mammina si accorge persino se manca un plateau di uova! 
Che poi, che sarà mai? Una manciata di sterline…
Ma come farà? Registra tutto? Oppure tira a indovinare? 

Però ci sono anche momenti sublimi. Rari…  
Quanto mi piace quando lui mi convoca nel suo studio e ci mettiamo a progettare nuovi dolci, organizzando un food tasting.
È un momento felice… per me, di sicuro! 
La cosa succede in media ogni trimestre: Chef Cullen ed io che, gomito a gomito, discutiamo, disegniamo strutture e inventiamo decorazioni, pensando a come fare in modo che i dessert siano il piatto finale che renderà indimenticabile ai clienti questo ristorante, invogliandoli a tornare con assiduità.

Dovete sapere che il dessert è l'ultima portata che viene servita e, quando è realizzato divinamente, è la prima cosa di cui ci si ricorda quando si giudica un ristorante.
“Se volete fidelizzare la clientela, puntate sulla carta dei dolci”.
Questo è il dogma che ci hanno insegnato per primo al Cordon Bleu! 
In quelle ore di progettazione, che passiamo a discutere o a sperimentare nuove glasse, studiamo tecniche raffinate di lavorazione o nuovi abbinamenti di sapori con frutti esotici.
Avviene così che mi dimentico di tutte le angherie che subisco durante le ore infernali del servizio e fantastico sulle sue belle mani, dio... ha dita così lunghe e affusolate...
So io dove vorrei che le mettesse quelle dita
E la voce? Già, perché quando non sbraita e urla i peggiori improperi per spronarci o insultarci, ha un tono suadente, caldo e avvolgente come una musica dolce e ammaliante che culla le mie orecchie. Lo ascolterei per ore. 

✯✯✯✯✯

Tempo fa mi è capitato di attardarmi alla fine del turno serale e casualmente ho scoperto che suona il pianoforte. 
Mi ero fermata per perfezionare una nuova ricetta e una melodia triste e malinconica si è diffusa nell'aria sino alle cucine.
Sono sgattaiolata fuori e mi sono spinta sino al salone dei ricevimenti importanti, seguendo l’eco della musica. 
Sbirciai attraverso la pesante tenda di pregiato broccato, trattenuta da un cordone allo stipite.
Eddy era lì, seduto al pianoforte.
La camicia sbottonata per metà sul petto ricoperto da una leggera peluria biondo scuro, le maniche arrotolate sino al gomito. Le lunghe gambe, fasciate in jeans neri, si muovevano appena sulla pedaliera e quelle sue mani bellissime scorrevano lievi e sicure sulla tastiera del lucido e nero piano a coda. Canticchiava sottovoce.
Sebbene stessi trattenendo il fiato per lo stupore e la sorpresa, mi dev'essere partito un sospiro e lui se n'è accorto. Si è alzato e mi è venuto incontro. 
Senza dire una parola per chiedermi se ne volessi, mi ha servito un bicchiere di scotch e stringendomi una mano mi ha invitato a prendere posto accanto a lui sullo sgabello. Tutto è successo in un attimo.
A malapena sono riuscita a posare il bicchiere, senza rovesciarlo, accanto al leggio.
Lui ha attaccato con un accordo che mi ha rimbalzato indietro nel tempo, agli anni della mia gioventù.
Le mie dita si sono mescolate alle sue e abbiamo suonato un pezzo a quattro mani.
Non ringrazierò mai abbastanza mia madre Renée e la sua ambizione di farmi studiare pianoforte.
Ho frequentato lezioni di musica sino al termine della high school, ed ero anche bravina. Posso dire che me la cavo anche adesso, sebbene mi manchi un po' di esercizio.
Al termine di quel brano, una delle struggenti Gymnopédie di Satie, mi ha ringraziato sfiorandomi la mano con un lieve bacio e il mio cuore ha fatto le capriole perdendo più di un colpo.
Ma subito dopo eccolo ritornare serio e impassibile, anzi, mi ha liquidato bruscamente e se n'è andato lasciandomi lì seduta, a fantasticare sulla sua bella bocca incollata alla mia in un bacio languido e appassionato.
Al bacio seguiva molto altro, sfoderava l'artiglieria pesante e mi riversava sul pianoforte, avevo le sue mani dappertutto, era bastato un nulla per incendiarmi, e mi arrendevo al suo e mio piacere in un’estasi crescente. 

Gliel’ho visto fare così tante volte, ultimamente, con la sua donna, che so come si muove e cosa fa attimo per attimo durante l’amplesso. So che gli piace prenderla da dietro.
Ho visto il suo culo perfettamente scolpito e contratto nel momento dell'orgasmo. 
Sono una voyeur, ebbene sì.
Mi faccio del male ma quando li vedo rivolgersi cenni d’intesa e intuisco che stanno per cominciare mi apposto, tanto va per le spicce e il tutto non dura mai molto.
Troppo spesso la porta rimane aperta.
Credo di aver capito che è lei a lasciarla socchiusa.
È il suo modo per farci sapere che è suo.
Che fottutissima, fortunata troia!

Quella sera del pianoforte fu l'ingresso di mammina nel salone a riportarmi alla realtà. 
Me ne andai rossa in viso sotto il suo sguardo di disapprovazione, come se avesse potuto leggermi nel pensiero.
Era così evidente quello che stavo pensando? Sono così trasparente nel manifestare le mie emozioni? 
Quella notte rientrai a casa tardissimo, cercando di non far rumore per non svegliare Alice e Jasper. Non li volevo tra i piedi a ironizzare sul mio stato confusionale.
E poi ero così in ebollizione per il solo fatto che mi avesse sfiorato la pelle con quelle labbra… che ho avuto urgente bisogno di una doccia per rimediare come potevo all’eccitazione che mi era rimasta in corpo.
Avete presente quei giocattolini che vibrano? Fanno miracoli per le ragazze sole.
Se Alice si fosse alzata ero consapevole che avrebbe percepito il mio turbamento e di sicuro avrebbe iniziato a ricamare sopra alla storia. 
Lei sostiene da un pezzo che Eddy non sia innamorato di Tania, dice di essere convinta che lui la tenga per compiacere la madre… e che più di una volta lo ha visto sbirciarmi di sottecchi attraverso i banchi della cucina.
Con sguardi inequivocabili, dice. 
Ma allora perché non si dichiara? Cosa lo trattiene? Io lavoro lì da più tempo della stronza!
Che mantenga una relazione di facciata? Ma a che scopo?
Non posso immaginare che abbia altri gusti! NO, non lui! Non ci crederei mai nemmeno se lo vedessi coi miei occhi!
Tuttavia, in effetti, ora che ci penso, poche volte li ho visti lasciare assieme il Carlton. 
Lei, non appena la squadra dei camerieri ha sbrigato e sparecchiato i tavoli e dopo che ha sorvegliato alla preparazione dei sacchi per la lavanderia, se ne va con la sua Audi, sola e profumata come un mazzo di rose. 
Che si accontentino di qualche sveltina e basta?
Fossi in lei lo troverei umiliante! 
A fine servizio lui sparisce nel suo studio, che è in pratica una suite, dove come prima cosa immagino si faccia una doccia....
Mmmh, Bells! Non devi pensarci. Stop. Niente fantasie su quella schiena che sembra una portaerei!  
Come lo so? Si intuisce! Ce l’ho davanti ogni santo giorno, maledetto lui!
Lo stronzo si fa confezionare casacche attillate e modellate che esaltano la perfetta struttura ossea e muscolare che si è creato con anni di esercizi e lunghe nuotate.
Per nessun motivo rinuncia al suo allenamento quotidiano in un vicino centro fitness. Un posto esclusivo dotato di piscina privata dove andrei volentieri a rilassarmi anch’io.
Malauguratamente ha una quota d'iscrizione che non posso permettermi e poi tutti i miei guadagni sono destinati al mio progetto futuro. 
Un'ora buona dopo che Tania se n'è andata, tocca a noi lasciare le cucine e l'unica cosa che sappiamo è che lui si reca all'allenamento. 
Posso solo immaginare che, dopo, la raggiunga a casa. E che magari cucini per lei un delizioso manicaretto prima di...  
Basta! Censura! Non devo farmi del male così, gratuitamente.
Certo che faranno cose, e delle migliori. Per una volta in un comodo letto piuttosto che di fretta su una scrivania.
Chi non le farebbe ancora, ancora e ancora con tutto quel ben di dio a disposizione? 
Certo che la figa di legno... ha un gran culo. In ogni senso! 

Comunque, cara Alice... sei un'illusa, amica mia.
Come può trovarmi attraente se ho i capelli sempre nascosti dal cappello, legati e a ciocche scomposte?
Oppure ho la fronte e il naso lucidi, con tutto quel che sudo imbustata nella divisa come un salame! 
Quando mi cambio a fine turno, non c’è pericolo di incontrarlo.
Né mi vede arrivare la mattina, l’unico momento della giornata in cui ho un aspetto fresco e riposato, inguainata in jeans attillati e top minuscoli che coprono a malapena le mie forme. Il mio seno non è abbondante quanto quello di Tania. Diciamo che è ben modellato, decisamente più piccolo ma tutto naturale. 
Non mi dispiace mostrare la mia figura, anche se posso farlo solo nel tragitto casa-lavoro-casa. Porto tacchi vertiginosi per sentirmi donna e compensare le ore che trascorro con quelle scarpacce, informi ma insostituibili, che vesto in cucina. Oltre che anti-infortunistiche hanno solette modellate per massaggiare il plantare del piede e far stancare il meno possibile le gambe. 

L'unico giorno libero settimanale che ho lo trascorro a spasso per la città, in tenuta casual e comoda anche se curo scrupolosamente i dettagli.
Capelli e trucco sempre impeccabili. E accessori coordinati. 
Mi piace camminare lungo il Tamigi, fermarmi in un pub per una birra e un semplice spuntino, soprattutto in quelli lungo i Docklands dell’East End, con le loro belle terrazze affacciate sulla riva destra del fiume.
Alice, la sera, insiste per andare a ballare, ma lei ha Jasper e io... non ho più voglia di beccarmi il primo che incontro, sudaticcio e con l'alito che puzza di birra e sigaretta. 
L'unico che piace a me è fuori portata. Devo farmene una ragione, ma è dura.
Così mi consolo con un vecchio film e una tazza di cioccolata calda.
E magari faccio ricorso a uno dei miei giocattolini. Non c’è niente da fare, i sex toys sono i migliori amici delle ragazze sole, non li batte nessuno in quanto a discrezione. 
Un po' di sano autoerotismo non può fare che del bene, in assenza di altro.
E posso fantasticare di farlo con chi voglio. 
Niente male come vita! Ma è quella che ho scelto di vivere, per ora.
Chissà, magari un giorno... 

✯✯✯✯✯

Sono arrivata in anticipo.
Passo davanti allo studio per andare nello spogliatoio e involontariamente ascolto la voce di Chef Cullen. La porta è socchiusa ma, in ogni caso, il tono che usa è talmente alto che si potrebbe udire tutto anche a porta chiusa.
È al telefono e discute aspramente. Credo stia litigando con Tania.
A chi altri potrebbe dire che non ce la fa più?
Che non è lei la donna della sua vita? Che le darà ottime referenze e una cospicua buona uscita pur che se ne vada, e subito!
Deve trovarsi un altro impiego, e un nuovo fidanzato. 
Lui ha già per le mani un nuovo maître, un uomo stavolta, che prenderà servizio stasera stessa.
Argomenta che, ultimamente, giovani prestanti e di bell’aspetto sono più richiesti di un bel paio di tette e un culo perfetto. Le clienti donne sembrano gradire di più. 

Resto di stucco. Ma allora tutto quel sesso? Era solo uno sfogo di pulsioni esagerate? Uno scambio di piacere senza amore? Lo sospettavo, la usava troppo come un oggetto sessuale. Avevo ragione a pensare che la volesse volontariamente umiliare e sono sempre più convinta che non faccia parte del suo carattere trattare in modo così strumentale una donna.
O piuttosto mi illudo che non sia così vile, cinico e sprezzante.
O voglio negare a me stessa che sia veramente così, perché sono un'inguaribile romantica?
Se faccio conto su come si comporta durante i nostri briefing non ho dubbi.
Quando abbassa la guardia ha un animo gentile e delicato.
Quella dello stronzo è una maschera che indossa ad uso e consumo di noialtri subalterni.  
E mammina? Cosa ne penserà della decisione di suo figlio?
Non ho mai ben capito se approvasse la relazione, non ha mai dimostrato di esserne entusiasta ma di sicuro con Tania era più indulgente che con noi.
Prevedo una giornata burrascosa. 
Basta che poi Eddy non sfoghi la sua rabbia su noi poveri dipendenti! 
Sbatterà padelle a destra e a manca, sarà furioso. Fa sempre così dopo che ha avuto una discussione con la genitrice.
E non avrà più a disposizione il suo sfogo erotico su cui scaricare la tensione.
Ma stavolta basta!
Se di nuovo passerà il limite con noi, giuro che me ne vado.
Lo mollo nel bel mezzo del servizio, che termini lui i dessert dopo che ha preparato le portate principali. 
Sono disposta ad andarmene e lasciarlo nella merda.
Non posso più accettare che mi tratti male dopo tutto quello che faccio per aiutarlo nella scalata alla terza stella.
Non posso permettermi il lusso di abbattermi, so quanto valgo e devo puntare più in alto.
In effetti, una scappatoia a portata di mano già ce l'avrei.
Da qualche settimana sto maturando un progetto. 
Anche se, ora che il campo è libero... potrei soprassedere e vedere come si mettono le cose. Provare in qualche modo a farmi avanti, sempre se quanto sostenuto da Alice corrisponda al vero.
Vedremo...

✯✯✯✯✯

In un giorno di pausa, dopo che mi ero spinta sino a Mayfair, sono entrata in una meravigliosa pasticceria che espone in vetrina dolci di ogni genere fatti a regola d'arte. 
Mi sono seduta a un tavolino d'angolo e mi sono letteralmente abbuffata di pasticcini, uno più bello e delizioso dell'altro.
Curiosa, ho chiesto alla giovane cameriera chi fosse l'artista artefice di tanta bontà. 
La ragazza ha chiamato qualcuno sul retro ed è uscita una vecchia signora dai capelli candidi, con un viso dolce e sereno. Una figura imponente che trasmetteva solidità e calma, con indosso una casacca piena di mostrine e ricamata con molti nastri, attestanti tutti i riconoscimenti, anche internazionali, ottenuti negli anni.
Con un sorriso rassicurante si è presentata come Esme, porgendomi la mano destra consumata dal lavoro ma ben curata.
Un po’ impacciata mi sono fatta coraggio e ho indagato cercando di non espormi troppo.
Dopo essermi complimentata per la sua maestria, ho chiesto all'anziana pasticciera se non fosse stanca di lavorare; so fin troppo bene quanto sia pesante il lavoro che c'è dietro delle creazioni così curate e perfette. Le ho domandato di quanti collaboratori si avvalesse e lei ha risposto di avere solo due aiutanti, uno addetto agli impasti e uno al cioccolato.
Solo negli ultimi anni si è concessa pochi aiuti moderni, giusto un'impastatrice e una sfogliatrice.
La maggior parte del lavoro lo svolge lei, con l’ausilio di macchinari antiquati; ha ereditato l’arte e il locale dal padre, da tempo deceduto, e lei non si è mai sposata.
Davanti a una tazza di tè speziato, perfetto con dolcetti delicatamente profumati dall’uso misurato di varie spezie, mi confessa di aver dedicato la sua vita a questo laboratorio, sacrificandogli affetti e amori.
Che è felice così, anche se è stanca e molto angosciata dal non sapere chi, dopo di lei, si occuperà di questo posto cui è tanto affezionata.
Si vanta che qui il cioccolato viene ancora temperato a mano e i gelati e i semifreddi hanno basi tutte naturali. Niente polveri o composti preconfezionati. Un vero laboratorio artigianale.
Il mio sogno!
Anche se sono abituata a lavorare con molti aiuti meccanici, soprattutto al Carlton dove Chef Cullen ha dotato la cucina di ogni diavoleria possibile, non vuol dire che non sappia le basi della pasticceria e quanto amore e fatica comporti lavorare a mano.
Ci siamo salutate con la promessa che sarei tornata a farle visita, a patto che lei prendesse in considerazione di potermi dare un impiego.
Lavorerei volentieri al suo fianco e poi chissà... da cosa nasce cosa, potrei col tempo pensare di subentrare al posto suo.
Se mi proponesse delle buone condizioni potrebbe ritirarsi ed io avrei un bel locale già avviato per partire con la mia avventura.
Con Alice, se vorrà unirsi al mio folle progetto.

Perciò Eddy, sei avvisato.
Comportati bene perché altrimenti non solo dovrai istruire un nuovo maître ma dovrai anche cercarti un pasticciere, se non due, nuovi di zecca, su cui sfogare le tue frustrazioni.
Nonostante tutti questi pensieri ho proceduto con la linea della giornata e mi sono portata avanti più che ho potuto con le preparazioni.
Stasera usciranno dalla cucina quattro nuove proposte tutte mie. Sono elettrizzata.
Nel pomeriggio ho appuntamento con Edward per l’ultima sessione di assaggio. 
Sarà la prova della verità. Se tutto andrà bene spero di ottenere il giusto riconoscimento delle mie indubbie capacità.
Potrebbe essere un primo decisivo passo verso la sua capitolazione…  
Ma con le premesse di stamattina... potrebbe essere un fiasco totale.
Pazienta Bells, chissà come evolverà la giornata. 
Magari Tania verrà e gli farà una scenata. Chi può dirlo?
Non credo proprio che sia disposta a rinunciare a quel gran pezzo di gnocco di Chef Cullen senza lottare nemmeno un po’.
Come può accontentarsi di essere liquidata per telefono?
Anche se fosse stata una relazione di facciata o poco edificante, chi rinuncerebbe a uno così senza neanche provare a fargli cambiare idea?
Certo che stronzo è stronzo... ma chi mi dice che anche lei non abbia fatto la sua parte? 

✯✯✯✯✯

Sono le 16. Ho lavorato sodo e le quattro nuove presentazioni sono pronte, sontuosamente perfette.
Sono tutti dessert al cucchiaio, vere opere di architettura culinaria, con sovrapposizioni di varie consistenze e una mescolanza di sapori che ha dell’incredibile.
Entro timidamente nello studio trascinandomi dietro il carrello con le campane refrigeranti, e lui sta uscendo dal bagno…
Ma che ca… 
Indossa solo un asciugamano stretto in vita e si strofina i capelli, folti e rigogliosi, di quel caldo colore biondo-ramato scuro, con un piccolo telo. 
Il torace è ampio e scolpito, si vede che si allena molto. Eppure non è eccessivo, anzi, ha un’eleganza innata.
L’asciugamano è come ancorato all’altezza dei fianchi, dai quali parte una linea definita che converge in una V perfetta verso il centro, là in basso...
Oddio, povera me!
Gran bella accoglienza, Edward… e magari credi che ora riuscirò a rimanere concentrata sul pezzo!
Ha la pelle che ancora luccica di goccioline.
Dioooo, gliele leccherei tutte! 
Profuma di legno di sandalo e bergamotto. Sono tra le mie essenze preferite. 
Del secondo ne ordino quintali per le mie ricette! E arriva appositamente, per via aerea, dalla lontana Calabria.
Che faccio, gli salto addosso? Adesso è libero, posso farmi sotto.
Magari mi dice bene e, se la teoria di Alice ha un fondamento, potrei iniziare una relazione con lui.
Smettila di vaneggiare, Bells!

Mi sorride sornione cogliendo il mio momento di involontario impasse, avrà notato che lo sto guardando e che deglutisco a fatica, nervosa e imbarazzata.
La voce non ne vuole sapere di uscire. 
Balbetto frasi scomposte. 
Mi invita a prendere posto su una sedia accanto alla sua. Mi siedo composta e attendo. Ma lui non accenna a scoperchiare nemmeno una delle campane. 
E adesso? Le mie creazioni non possono attendere a lungo!
Si rovineranno tutte! Ma chi se ne frega! Se non importa a lui… 
Senza parlare mi si avvicina, mi stringe per le spalle e mi fa alzare, annusa i miei capelli scostandoli dal collo. Il tocco dei suoi polpastrelli è come un ferro rovente sulla mia pelle.
Mi incendio, prendo fuoco come un cespuglio arroventato dal sole del deserto, che brucia per autocombustione.
Il mio sogno ricorrente si è materializzato in carne e ossa. Lo posso toccare, è qui accanto a me, meraviglioso, caldo e... praticamente nudo!
Sono senza controllo e gli afferro la nuca avvicinandolo e invitandolo ad annusarmi più a fondo. 
E all'improvviso succede. 
Sento le sue labbra che sfiorano e mi bagnano tutto il collo scendendo sino alle clavicole. Una scia umida mi solletica e non so bene cosa fare.
Vorrei stringerlo, ma cazzo, è quasi nudo!
Mi lascio andare… sono senza difese, non ho voglia di resistere.
Non ci penso proprio a respingerlo. Indugio con lo sguardo sul suo corpo.
Intuisco, anzi no vedo proprio, un rigonfiamento eloquente all'altezza dell'inguine. Oddio... lo sapevo... lo sapevo! 
Ecco perché Tania si sottometteva con così tanta devozione. 
Chef Cullen è molto ben dotato e manifesta, malcelata, una vigorosa erezione. Complimenti a mammina per l’ottimo lavoro! Onore al merito, lei e daddy a quanto pare si sono applicati con dovizia di intenti, ai tempi. Bravi! E… grazie!
In un attimo mi stringe tra le braccia, l'asciugamano scivola a terra e... quanto vorrei ammirarlo in tutta la sua gloria.
Mi accontento di sentirlo, il che non mi dispiace affatto.
Preme contro di me con vigore e avverto un calore che mi infiamma tutto il basso ventre.
Ho la sensazione che tutto stia precipitando, sono fradicia, se mi dovesse sfiorare se ne accorgerà anche attraverso ‘sti pantalonacci e ci farò la figura dell'infoiata.
Dio!... come sarebbe possibile resistere?
Poi... un dubbio mi attraversa la mente…e mi irrigidisco. 
Non è che sul più bello arriverà qualcuno a rovinare tutto? Sembra intuire il mio pensiero e mi tranquillizza con un cenno. 
La porta stavolta è ben chiusa a chiave.
Quando lo ha fatto? Mica me ne sono accorta! 
Comunque non mi dà il tempo di pensare ad altro perché abilmente mi libera della casacca, slacciando tutti i bottoni. Sotto non porto altro che un piccolo reggiseno di pizzo nero. Stavolta è il suo turno di ammirarmi.
Mi guarda con apprezzamento e inizia a far scendere anche i pantaloni. 
Infila una delle lunghe dita tra l'elastico del mio perizoma e la mia pelle, oramai rovente. Anche quello scende e cade sul pavimento, accartocciandosi come uno straccetto bagnato.
Poi mi toglie il reggiseno e si allontana un poco. Mormora frasi che non capisco appieno, ma il suo sguardo compiaciuto è più che eloquente ed esprime che gli sta piacendo quello che vede.  
Inizia a toccarmi e con due dita scorre in basso e va direttamente a stuzzicare il mio clitoride. Le fa scivolare avanti e indietro, danzano tra le mie labbra che rivelano, da quanto sono bagnate, la misura del mio desiderio.
Con la bocca intanto morde e succhia a turno i miei capezzoli che si sono fatti turgidi e gonfi.  
Quasi non riesco a respirare né a pensare. 
Mi muovo come un automa, esploro il suo corpo per definirne i tratti che conosco a memoria e affondo finalmente le mani nei suoi ribelli e meravigliosi capelli, le passo su quella mandibola così maschia e geometricamente scolpita, sposto le dita sulle spalle larghe e possenti, sento i muscoli definiti ma non gonfi, le allungo sino ai lombi a sfiorare le due fossette sul suo fondo schiena, che più volte ho avuto modo di ammirare.
Credo di impazzire... 
Non sono mai stata molto pudica ma è pur sempre il mio capo, e a parte quella volta che mi ha sfiorato la mano al pianoforte, tra di noi non c'è mai stato nulla.
Né avrei mai potuto supporre che ci sarebbe stato. 
Invece è tutto vero, lui ed io siamo qui, nudi e avvinghiati, pronti a darci l’uno all'altra. 
E al diavolo il carrello con le mie novità. Stasera procederemo alla cieca.
Sono sicura delle mie creazioni e adesso ho altro di più importante da fare. 
Non divagare Bells, pensa piuttosto a cosa puoi fargli...
Sulla base di quanto ho visto, dovrei conoscere i suoi gusti in fatto di sesso almeno un pochino, e sono impaziente di farmi scopare e di dargli piacere con la mia bocca, occupandomi, come credo di saper fare più che bene, di quel magnifico esemplare di membro, accogliendolo tutto. Ho voglia di assaggiarlo…  
Vorrei succhiarglielo sino allo sfinimento, e se me lo consente lo faccio di sicuro!  
Lui evidentemente è dello stesso avviso perché mi prende una ciocca di capelli e se l’avvolge al polso. Quindi mi guida piano la testa verso il basso.
Quello che vedo mi piace e mi intimorisce al tempo stesso. Riuscirò a prenderlo tutto? Sono sempre stata piuttosto brava a lavorare di bocca ma sono un po' fuori esercizio. E temo il confronto con Tania.
È almeno un paio d'anni che non ho una relazione fissa e una fellatio non è certo la cosa che faccio al primo venuto né al primo appuntamento, ma con lui sento che sarà diverso.
Comunque comincio a leccarlo alla base, con le dita gli sfioro i testicoli e lui emette un gemito di piacere. Sono sulla strada giusta.
Con la lingua percorro tutta la lunghezza del suo pene, bagnandolo per bene per riuscire a scorrere meglio e inizio ad inghiottirlo.
Ha un buon sapore e non smetto di andare su e giù, ricordandomi che respirare col naso aiuta ad attenuare il naturale riflesso di vomito, soprattutto quando ci si ritrova alle prese con dimensioni così imponenti!
Mi muovo lentamente, poi aumento il ritmo e lui esplode. 
Mi sussurra parole dolci, mi accarezza i capelli e le spalle.
Mi fa rallentare allontanandomi piano ma io non voglio fermarmi. Voglio che impazzisca, voglio che perda il controllo.
Sono pronta ad accoglierlo, solo dopo sarà il suo turno di darmi piacere.
E dovrà darsi parecchio da fare. 
Viene a fiotti caldi e io non ne spreco nemmeno una goccia. Come sa di buono! Chissà se beve succo d'ananas! Alice sostiene che sia portentoso per rendere gradevole il sapore dello sperma. 
Approfondirò, ma non ora… perché mi solleva appoggiandomi alla sedia, e si inginocchia tra le mie cosce aperte.
Affonda e lecca avidamente i miei umori, la sua lingua calda mi penetra e non riesco a trattenermi, lancio un grido di piacere.
Poi mi gira di schiena e mi fa appoggiare a pancia in giù sulla scrivania.
Per quel che ne so è una delle posizioni che preferisce.
Mi tiene una delle sue grandi mani sul dorso e fa scivolare l’altra sui miei glutei, dandomi leggeri schiaffetti. Non aspettavo altro. 
Afferro il piano del mobile con le mani, pronta alle future spinte e intanto allargo le gambe esponendo le mie curve.
Ho sempre saputo di avere un bel culo perciò gli mostro senza vergogna le rotondità perfette delle mie natiche e anche qualcos'altro... 
Lo sento mormorare che lo sapeva... che era sicuro che avessi il più bel culo che abbia mai visto e inizia a toccarmi. Insinua due dita tra le pieghe bagnate della mia vulva, che non aspetta altro, le affonda e le muove con abilità sino a farmi gemere.
Col pollice intanto stimola il mio centro del piacere e vorrei urlare, ma ho paura che qualcuno possa sentire. 
Sono fradicia, pronta ad accoglierlo. Ansimando lo imploro di non aspettare oltre.
La mia eccitazione mi fa contrarre dal desiderio. Anche lui è al limite.
Sento il suo membro durissimo premere tra le mie cosce, si muove nel solco umido, spinge e affonda dentro di me senza indugiare.
Mi penetra sino in fondo, è enorme, lo sento ovunque, caldo e pulsante. 
Le mie pareti si adattano e lo accolgono con spasmi di gioia. 
Adesso sì che sto bene. Sono in paradiso. Ti prego, fa che non finisca... mai... 
Si muove con colpi secchi e decisi, avanti e indietro, poi si ferma come per ascoltare le mie contratture involontarie, e ricomincia ad entrare e uscire con ritmo sempre più accelerato, quasi a volermi sfondare.
Quasi come se dovesse sfogare una rabbia incontenibile.
Ma non è violento. È più un modo per appropriarsi di me.
È così lungo... lo sento sino su, in alto.  
Lo accolgo tutto, mi muovo assecondandolo, siamo una cosa sola. 
Ho ancora un briciolo di lucidità per pensare che è il miglior sesso che abbia mai fatto, e con l'uomo che ho sempre desiderato. Indimenticabile. 
Pompa senza risparmiarsi fino a non avere più fiato, si ferma un istante ma io non posso aspettare ancora e mi muovo sotto di lui roteando il bacino sino a farlo impazzire. 
Viene sussurrandomi parole dolci all'orecchio. E naturalmente anch’io mi sciolgo in una dolce sensazione che mi inebria la mente.
Resto immobile, avverto la danza concitata che fanno i miei muscoli pelvici e non vorrei lasciarlo andare. Ma lui esce da me e mi dà leggeri baci sulla schiena.
Sento scivolare una colata calda lungo le mie cosce.
Sono felice di non aver mai smesso di prendere la pillola anche se è da tempo che non ho rapporti. Il mio ciclo ballerino ha da sempre avuto bisogno di un'aggiustatina ormonale, che in questo caso non può tornare che utilissima.
Ma qualcosa disturba l’attimo.
Non c'è modo di assaporare in pieno l'immensa gioia che sto vivendo.
Qualcuno sta bussando alla porta. 

✯✯✯✯✯

Senza attendere risposta prova a girare la maniglia, che per fortuna è chiusa a chiave. 
Una voce nota lo chiama.
Edward impreca sussurrando. È Tania. 
Raccatto l'intimo e la divisa e mi infilo nel bagno, sentendomi delusa e incompleta.
Cosa penserebbe, quella, vedendomi in questo stato?
Mi ricompongo e mi rivesto a tempo di record, ma devo comunque rimanere nascosta senza fare rumore.
Faccio conto sulla presenza di spirito di Eddy, sono sicura che sarà capace di liquidarla in fretta. Anche se... oddio, basta guardarlo per capire che... 
Lo sbircio mentre si riavvolge l'asciugamano intorno alla vita e si ravvia i capelli scomposti, che sembrano bagnati come dopo una doccia.
Almeno lui è credibile!
Ma, accidenti... c'è quel maledetto carrello con i dolci in mezzo alla stanza!
Spinge anche quello nel bagno. Richiude la porta e inizia l'attesa. 

Tania non arriverebbe mai a sospettare, è troppo sicura di sé.
Entra e lo approccia con fare mellifluo.
Lo blandisce a parole, è sicura di recuperare il rapporto.
Sa come prenderlo. Lo ha tenuto a lungo sulla corda prima di concedersi.
Ascolto lui risponderle freddamente. Poi non li sento più parlare. 
E intuisco tutto. Lei lo starà di sicuro toccando, magari lo stimola attraverso l'asciugamano.
Immagino che glielo abbia preso in mano, non voglio pensare che ci metta la bocca, lui glielo impedirebbe di sicuro. 
Non può farglielo fare, non dopo essere appena uscito da dentro di me.
Ma, del resto... privo di indumenti com’è, è troppo esposto. 
Lo sento negarsi, forse si ritrae arretrando perché odo il tonfo di una sedia che cade a terra.
La schernisce con disprezzo, le dice di finirla, di stare al proprio posto.
Che è inutile che si spogli. Non lo avrà mai più. 
Non c'è più nulla da fare, deve rassegnarsi e farsene una ragione.
Lei non è più la sua donna, non la vuole più.
La sua decisione è irrevocabile. La insulta pesantemente.
La disillude, afferma di non desiderarla più come un tempo.
Rincara la dose umiliandola, la ferisce urlandole che negli ultimi tempi l'ha solo usata per soddisfare il proprio piacere.
Che è arrivato il momento di chiudere una storia infelice.
Non può più fingere amore per chi lo ha profondamente deluso e offeso.
Non c’è più spazio per nessun sentimento, per lei prova solo disprezzo e indifferenza. 

Lo sapevo, ero certa che la trattasse con spregio.
Questa era la sensazione che mi era pervenuta, vedendoli scopare nelle ultime settimane.
Come mai lei non si era accorta di quel malcelato svilimento dell'atto sessuale?

Socchiudo la porta del bagno e lo vedo indicarle la strada, la invita ad andarsene.
Rassegnata, almeno così sembra, Tania sta per varcare la soglia quando lui pare avere un ripensamento.
La trattiene rudemente per un braccio.
La guarda fisso negli occhi, gelido e sprezzante, e lo sento alludere a un certo Anthony, la esorta a raggiungerlo e a farsi consolare da lui.
Lei sbianca e si copre il volto con le mani.
La sta accusando di essergli stata infedele.
Prima di lasciarla andare vuole che sappia che lui sa!

Allora era per quello! 
Che povera stronza! Con un tale gioiello per le mani te la facevi con un altro!
Con un fornitore per giunta!
Quel nome mi ricorda qualcuno, inquadro il tipo, è un rozzo grossista di carne che la guarda sempre lascivo.
E mi spiego tutto, anche perché quell’animale si permetteva di rivolgerle certe occhiate, come se avesse davanti una zoccola.
Ma che ti è passato per il cervello, povera cretina! 
Eddy ti ha sempre trattata come una regina, con te non ha mai avuto moti di stizza o di rabbia come con noi della brigata. E tu lo hai ripagato in quel modo?
Adesso mi spiego tante cose. I suoi scatti d'ira, il nervosismo palese.

Tania, dopo altre mille insistenze, è arrivata persino a implorarlo piangendo, se ne va sbattendo la porta. 
C'è stato un momento in cui avrei voluto uscire, svelarmi e caricare la dose, mostrandole che sono io, adesso, al centro dei desideri del suo ex fidanzato.
Ma non ho voluto infierire.
E poi... devo ancora appurare delle cose.
Se Edward stesse usando anche me? Magari come intermezzo? 

✯✯✯✯✯

Esco dal bagno, ricomposta. Mi siedo accostando il carrello come se nulla fosse successo, nella speranza che qualcosa sia rimasto intatto. 
Lui è visibilmente provato dalla scenata. Deve aver fatto ricorso a tutto il suo self control per non metterle le mani addosso.
Ci guardiamo per un attimo, poi lui si riveste.
I lineamenti si distendono, il respiro si attenua, e riprende la sua aria a metà tra il burbero e il sornione.
Che gli passerà mai per la testa? 
Prima di scoperchiare la prima campana mi afferra le mani, mi fa alzare e cattura il mio sguardo imprigionandolo nei suoi occhi di smeraldo.
Sono così profondi e cristallini. Resterei incollata a guardarli per ore. 
Dicono tante cose quegli occhi, e penso che quello che esprimono, prima che lui aggiunga delle parole, mi piace! Eccome se mi piace.
Non mi sbaglio e sento la sua voce profonda e grave dire che tra noi è appena incominciata. Di aspettarlo a fine turno. 
Andremo da lui per terminare quanto lasciato in sospeso, questo non era che l’antipasto e non gli è bastato, vuole altro, molto di più. 
Mi deve delle scuse e tante spiegazioni.
Mi confessa di avermi desiderata fin dal primo momento, quando quattro anni fa mi presentai al colloquio per il posto.
Ma ha indugiato troppo, poi è arrivata Tania e il resto è noto.
È stanco di aspettare e vuole potermi amare alla luce del sole, ora che finalmente ha trovato un valido pretesto per chiudere la sua storia con Tania.
Ho il cuore che batte a mille.
Wow! che dichiarazione!
E chi se l'aspettava...
Bells, datti un pizzicotto per sincerarti che sia tutto vero!

Eppure, nonostante la sua premessa, ho ancora la forza di sfidarlo.
Gli dico che con me non potrà avere una storiella tappabuchi.
Se mi vuole dev'essere per sempre. 
Che non mi accontento di una scopata e via. Io voglio tutto.
Ed esigo che d'ora in poi ci tratti tutti in modo più umano.
Basta scenate da primadonna. Se deve fare un appunto ci sono mille modi per rivolgersi al personale senza offendere. 
Accetta tutto senza riserve e, anzi, mi chiede scusa.
Mi spiega che troppe volte era furioso con Tania e sfogava su di noi la sua rabbia. Sospettava da molti mesi che gli fosse infedele ma non ne ha avuto la prova che da poche settimane.
Non vuole raccontarmi adesso i particolari, e io non so nemmeno se voglio saperli.
Lo farà col tempo, se vorrà sfogarsi.

Mi racconta che due anni addietro, in un momento di gravi difficoltà economiche del Carlton a causa di investimenti incauti di mammina, la famiglia di Tania lo aiutò finanziariamente a rimettersi in piedi e lui da allora si è sempre sentito in debito. 
Mantenere due stelle è molto gravoso economicamente, e questo, se permetti, caro Chef Cullen, lo avevo già intuito.
Lui comunque non sa nulla dei miei studi al MIT perché nel curriculum non ne avevo fatto menzione.
Anche se la maggior parte dei costi è ripartita sul conto dei clienti, mi spiega, le spese per essere sempre al top sono esorbitanti.
Adesso però, un'inaspettata eredità da parte di uno zio paterno lo ha messo in una posizione di tranquillità. Ha potuto riscattare il suo debito con i Miller, così da non avere più alcun vincolo, e mi chiede se vorrò essere al suo fianco nel compimento dei suoi progetti futuri, che mirano tutti al conferimento della terza stella.
È una ricompensa per la sua professione a cui tiene moltissimo.
L’ambizione quando si arriva al suo livello può essere saziata solo dal raggiungimento di grandi traguardi. 
Vede la strada davanti a sé spianata e più facile, ora che si è liberato dal giogo di Tania.
Spera con tutto il cuore che io sia disposta a corrispondere, in eguale misura, i suoi sentimenti per me.
Con me al suo fianco si sente forte e certo di raggiungere l’agognata vetta in breve tempo. 

Quasi non credo alle mie orecchie!
Quanto mi sta dicendo va ben oltre ogni mia più rosea aspettativa. Posso guardare al futuro che ho sempre sognato.
I miei desideri si stanno avverando.
Posso finalmente amare l’uomo dei miei sogni.
Lavoreremo fianco a fianco.
Svilupperemo nuove strategie e realizzeremo imprese memorabili.
Insieme saremo imbattibili.
Ma ora non c'è tempo per festeggiare o dichiararsi.
Avremo molte notti per parlare mentre adesso abbiamo altro a cui pensare. 
Ammira le mie creazioni ormai quasi decomposte, fortuna che le avevo fotografate, la linea per stasera è già pronta. Usciremo alla cieca, lui ha piena fiducia in me.
Una nuova vita mi aspetta.
E un appuntamento irrinunciabile questa sera spazzerà via tutta la stanchezza e la tensione di questa giornata.
Mi dà un bacio appassionato e infila come può le sue mani sotto la mia casacca.
Mi accarezza la schiena e mi riaccendo all'istante.
Rispondo al suo bacio, le nostre lingue giocano esplorando ogni angolo.
Lo assaporo con voluttà.
E a malincuore lo respingo, allontanandolo risoluta. 
Calma, Eddy. 
Io ti ho atteso quattro anni, tu puoi senz'altro resistere il tempo di una cena!  

✯✯✯✯✯

Non vedo l'ora di dirlo ad Alice e Jasper.
Cosa avranno colto della lite tra Edward e Tania?
Mi avranno cercata per commentare, chiedendosi dove mi fossi rintanata?
Se, come penso e spero, Eddy mi chiederà di trasferirmi da lui, saranno felici di avere finalmente la casa tutta per loro, e quanto alla nostra attività in autonomia... si vedrà. 
Magari al Carlton interesserà entrare nel mercato del banqueting.
Appena possibile selezionerò personalmente un nuovo chef de partie in pasticceria, per avere più tempo da dedicare al mio Chef personale. 
Prima però ci sarà da lavorare duro.
Gli ho promesso una stella e può giurare che l’avrà.
Io sono una donna di parola. 

*

20 commenti:

  1. Mi è piaciuta l'idea e adoro le storie tra cuochi! Ho trovato che in alcuni punti i concetti vengono ripetuti allungando il racconto facendo perdere il vero filo della storia.
    Ammetto che ci sono rimasta un pò male nel vedere Bella cedere così facilmente. Da come era descritta all'inizio del racconto mi era sembrata molto tosta come ragazza ed ho immaginato che avrebbe dato del filo da torcere allo chef presuntuoso... ma nell'insieme mi è piaciuta tantissimo. Bellissima idea e veramente ben scritta! Grazie!!!

    RispondiElimina
  2. Mi è piaciuta molto l'idea di base ma non tanto come è stata sviluppata la storia. Troppi preamboli e troppe spiegazioni all'inizio, che arrivano fino a metà storia allungandola eccessivamente, ripetendo più volte gli stessi concetti e lasciando troppo poco posto alla storia vera e propria, che viene raccontata in maniera sbrigativa in una manciata di righe. La mancanza totale di dialoghi mi ha lasciata insoddisfatta, sembra più un riassunto che una narrazione. Inoltre (a mio avviso, ovviamente) la parte in cui Bella entra nello studio e Cullen l'accoglie con indosso solo l'asciugamano è inverosimile. Alla fine poi, Tania trova la porta chiusa a chiave ma nessuno l'aveva chiusa.
    Cmq, è scritta in maniera corretta e senza refusi. Grazie per aver condiviso con noi la tua storia

    RispondiElimina
  3. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

    RispondiElimina
  4. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

    RispondiElimina
  5. Che botta...di freschezza!!! Bellissima, divertente e piena di passione!! ...Già, perché nella mia immaginazione il grande chef incazzato che sbatte pentole e rimprovera tutti, sessualmente frustrato e mortalmente offeso è...na goduria suprema!!!
    Bravissima! Ho goduto di ogni riga! (...però potevi fargli dare un calcio in culo a Tania!)

    RispondiElimina
  6. bella storia!... mi dispiace solo non ci fosse qualche pensiero di Edward!
    è una mia opinione...ti faccio i miei complimenti! brava!

    RispondiElimina
  7. Bella storia!!! Mi è piaciuto come ti sei documentata su tutti i dettagli tecnici del mondo della cucina e come hai reso il pov Bella così introspettivo, rendendo scorrevole la quasi totale assenza di part dialogiche. Molto particolare anche la caratterizzazione dei personaggi, complimenti!!!
    Aleuname

    RispondiElimina
  8. E sì. Questo è 100% POV Bella. Peccato perché l'Edward pensiero poteva risultare interessante, ma forse lui era talmente preso dalle stelle che non ha avuto modo di avere voce in capitolo. Però apprezzo l'originalità (del resto come non potrei...). Non ho tovato Bella così stranamente cedevole, dopotutto ammette quasi subito di essere cotta dello chef e non si è lasciata sfuggire la prima occasione.
    Jo Tyler

    RispondiElimina
  9. Bella l'idea di ambientare il tutto tra cucina, fornelli e dolci (di cui sono amante -non di gola ma di mano) che ha reso la storia originale e interessante.
    Mi è piaciuta anche molto la descrizione dell'amicizia e della complicità tra le due ragazze.
    Alcuni concetti anche secondo me sono stati ripetuti, ma nel complesso la storia scorre tranquillamente e prende nei momenti di passione.
    Brava.

    RispondiElimina
  10. Decisamente originale nella totale assenza di dialoghi. Non credo sia facile far trasparire ciò che due persone voglio dirsi con un testo puramente descrittivo. Mi pare però che te la sia cavata bene. In alcuni passaggi si ripetono un po' troppo gli stessi concetti che allungano un po' il brodo (anche se aiutano comunque a farti un'idea più chiara delle dinamiche tra i personaggi) e per me, che sono una cuoca per modo di dire, leggere di tali capacità tra i fornelli... beh, ha fatto la differenza.
    Brava... mi sei piaciuta...

    RispondiElimina
  11. Una storia molto originale! Inoltre mi è piaciuto moltissimo il modo in cui hai descritto, con precisione e competenza, la vita e i retroscena nelle cucine di un ristorante stellato. La tua Bella è un personaggio interessante, con i suoi sogni e desideri ma anche determinata e con i piedi per terra. Edward vive più come oggetto del desiderio di lei, che come personaggio a sé, ma a mio avviso questo è un elemento di originalità che non stona. Unica piccola critica, come altre ti hanno detto, la ripetizione dei concetti nella parte iniziale. E' come se tu avessi scritto per tre volte l'attacco di una canzone: ti aspetti che da lì la melodia salga e invece riparte sempre dallo stesso punto. In ogni caso una storia originale e molto godibile, quindi brava e ... complimenti allo Chef!!!!

    RispondiElimina
  12. Pollice verso per questa storia che considero un attentato personale alla mia salute psicofisica.
    Ma volete capirlo che sono una tranquilla signora di mezza età un po’ sovrappeso e che un racconto come questo rischia di spedirmi in ospedale?
    Prima di tutto mi si sventolano davanti al naso creazioni di pasticceria che stimolano le ghiandole salivali che manco un lama tibetano, roba che mentre leggevo sentivo gli aromi solleticarmi le narici e la papilla gustativa si agitava arrapata e senza soddisfazione alcuna. Seduta all’immaginario tavolo del Carlton vedevo veleggiare verso di me, novella Monsieur Arthens, carrelli sontuosi di prelibatezze dal gusto sublime e in casa non avevo niente di niente (gli unni che abitano sotto il mio tetto avevano spazzolato qualunque cosa avesse parvenza di dolce), neanche un miserabile biscottino al cioccolato, una madeleine, una semplice caramella gelee. Malasorte a te, crudele scrittrice.
    Non contenta, l’autrice, che odia le babbione senza speranza, descrive il fighissimo chef, manzo da monta che si sbatte le bionde siliconate tra un manicaretto e l’altro e lancia padelle e improperi sugli indifesi e vilipesi dipendenti. Ed io, tapina, sono costretta a immaginarmi il sudore che scorre sulla pelle serica dello chef sotto la giacca attillata mentre il bicipite si gonfia nella gestione della padella. E non possiedo neppure i “giocattoli” che aiutano le signore/signorine solitarie; e il marito inconsapevole ed ignaro delle letterarie perversioni non può essere assalito a tradimento. Insisto, malasorte a te, inumana scrittrice.
    Il resto è silenzio.

    RispondiElimina
  13. Ho trovato molto pesante seguire i pensieri di Bella all'inizio, anche un pò troppo ripetitivi e nonostante tutto, mi è mancato il nascere della storia tra di loro.
    Bella mi è sembrata troppo arrendevole... ma nel complesso mi è piaciuta.
    Grazie

    JB

    RispondiElimina
  14. Molto carina e scritta bene. Grazie di aver partecipato.

    RispondiElimina
  15. Questa è stata la prima storia del contest che ho letto è l'ho trovata... deliziosa!
    Bel ritmo, gradita originalità, stile impeccabile e mi è piaciuto tantissimo il fatto che Edward non parla mai ma hai saputo rendere benissimo il suo personaggio - con discorsi annessi - solo dal pensiero di Bella, e non è affatto facile. E che Edward! L'ho trovato super HOT, soprattutto quando me lo sono immaginato ad incazzarsi in cucina!
    Mi hanno incuriosito i piatti e mi sono lasciata trasportare subito nell'ambiente da te immaginato e descritto con gran facilità e con la voglia di vedere cosa succedeva.
    Molto carina! Tanto per accostare la tua storia al cibo, ti dico che me la so magnata con gran gusto!
    Bravissima!

    Sparv

    RispondiElimina
  16. Una storia molto carina, mi piace approfondire l'ambito nel quale la storia si sta muovendo e del quale ignoro le dinamiche (la cucina in questo caso, con tutti gli annessi e connessi). Però forse qui l'inizio è stato un po' troppo dettagliato. Originale l'idea di non inserire discorsi diretti ma così non sono riuscita ad entrare nel vivo della storia e in alcuni punti non sono riuscita a capire se determinate cose fossero pensieri o fossero state dette ad alta voce. Nel complesso comunque mi ha appassionata quindi brava! Grazie per aver condiviso la tua storia :)

    RispondiElimina
  17. Mi è piaciuta la storia, anche se in alcuni punti mi sarei prolungata un po' di più.
    Ma per il resto sei stata bravissima e quando sono arrivata alla fine ho pensato " qui mi piacerebbe leggere un epilogo".

    RispondiElimina
  18. Una storia dolce, delicata, scorrevole, deliziosa, ben scritta. Unico aspetto di cui non ho goduto come le altre è quello della cucina. Non me ne vogliate, ma è proprio un ambito in cui non mi muovo con scioltezza e che un pochino (ma solo pochino) mi annoia. Per il resto bravissima.
    E comunque Bella la capisco al 100%.

    RispondiElimina
  19. Bella e originale. In alcuni punti ho pensato che fosse un tantino ripetitiva, ma la lettura è comunque andata avanti sciolta e veloce. Volevo complimentarmi in particolare per la cura nella descrizione delle pietanze e della vita all'interno di una cucina stellata (non so se si dica così, passamela), anche se solitamente non apprezzo particolarmente le descrizioni minuziose. La descrizione di Edward che si scopa Tanya a ogni pausa possibile è allo stesso tempo eccitante (immaginarlo culo all'aria, sudato e scarmigliato farebbe infartare chiunque) e inverosimile (possibile che quella porta sia sempre, sempre, sempre aperta? Mammina non passa mai da quella parte?). Io amo i pezzi narrati però non disdegno i discorsi diretti che mi sono un po' mancati nella tua storia.
    Complimenti.
    p.s. neanche a dirlo non ho idea di chi tu sia... sono pessima in questo gioco :(

    RispondiElimina
  20. La prima parte mi è piaciuta, poi hai messo cose inverosimili, infine hai chiuso in poche parole. Sinceramente sono rimasta delusa. I due che scopano con la porta sempre aperta è assurdo. Bella dice che Tanya si lasciava usare da Edward, ma lei ha fatto la stessa identica cosa quando se lo è trovato davanti in asciugamano. Anche che lui compaia con solo un asciugamano è assurdo e che abbia aspettato anni a dichiararsi. Non dimentichiamo che nel frattempo si faceva un'altra!

    RispondiElimina